Egitto. Cristiani e musulmani, insieme, per aiutare le famiglie copte perseguitate dagli estremisti islamici

Una donna musulmana ha creato un’associazione che aiuta a Delga le vittime della persecuzione. «Siamo stufi della carità dei Fratelli Musulmani»

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Cristiani e musulmani, insieme, per ricostruire in Egitto. A Delga, la piccola città egiziana dove ad agosto sono state bruciate da fanatici islamici tre chiese, un monastero e decine di case e negozi, si è formata una rete di solidarietà per aiutare una cinquantina di famiglie cristiane che hanno perso tutto nelle violenze seguite alla deposizione del presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi.

FRONTE COMUNE. In questa città dove i cristiani sono stati obbligati a pagare ai musulmani il tributo umiliante, come avveniva nel VII secolo secondo quanto previsto dal Corano, Shahira Mehrez, specialista musulmana di costumi e vestiti tradizionali egiziani, dopo aver ascoltato una testimonianza all’Onu di una donna copta, ha deciso di agire e fondare un “Fronte comune della società civile egiziana”.

CRISTIANI E MUSULMANI INSIEME. Così un’associazione caritativa islamica, Orman, ha cominciato a distribuire aiuti materiali, soldi e viveri, ai cristiani più colpiti e alcuni cristiani che lavorano nel settore degli elettrodomestici hanno procurato frigoriferi alle famiglie più povere. Anche Samir Sawiris, facoltoso patron copto di Orascom, ha donato libri per il valore di 100 mila euro alle scuole della cittadini per gli studenti. «Il principio della nostra azione è la solidarietà tra egiziani, indipendentemente dalla loro confessione»,  ha dichiarato a La Croix Merhez.
«Noi ne abbiamo abbastanza della carità dei Fratelli Musulmani, vogliamo che sia riconosciuta la cittadinanza dei cristiani come di tutti gli altri egiziani. Vogliamo superare il problema confessionale agitato dalla Fratellanza che vuole manipolare e istigare gli egiziani gli uni contro gli altri».

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