Ed eccoci al “Te Deum”. Quest’anno con un significato in più

Come da tradizione, arriva il numero dedicato ai motivi per cui essere grati dell’anno che si chiude. Stavolta anche noi ne abbiamo uno. Per niente scontato

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Anche il 2018, come da tradizione, si chiuderà per Tempi e per i suoi abbonati con l’atteso Te Deum, il numero dedicato ai motivi per cui essere grati dell’anno che si chiude. Come sempre, c’è di tutto nel Te Deum di Tempi: storie personali, successi, fatiche, semplici dettagli della vita, riflessioni, ricordi, piccole e grandi vicende. Quest’anno a raccontarli sono – tra gli altri – Rod Dreher, Elena Santarelli, Filippo Tortu, Francesco Cavina, Giancarlo Cesana, Roberto Perrone, Renato Farina, padre Aldo Trento. La copertina invece è del nostro Guido Clericetti.

UN MOTIVO IN PIÙ

Come sanno i nostri lettori storici, il Te Deum è ormai un appuntamento fisso per questo giornale. È indispensabile “costringersi” a ritrovare la gratitudine per il bene che c’è, mentre tutto intorno sembrano proliferare soltanto le occasioni di lagna, protesta e recriminazione. Ma quest’anno il Te Deum ha un significato ulteriore per Tempi: quando nel gennaio scorso noi giornalisti della redazione abbiamo deciso, a nostro rischio e pericolo, di riprendere a pubblicare la rivista dopo la chiusura, non era affatto scontato che saremmo arrivati a fine anno. Esserci arrivati è già di per sé una validissima ragione per intonare il nostro Te Deum. E questo sebbene sappiamo che adesso non ci aspetta mica la discesa, anzi, adesso comincia la salita. Perciò continuate ad aiutarci, abbonatevi, rinnovate l’abbonamento, regalatelo a parenti e amici, fateli abbonare. Tempi serve, aiutateci a farlo. Fatelo con noi.

COSA C’È NEL NUMERO

Tornando alla rivista, in attesa che arrivi a casa, gli abbonati possono già sfogliare Tempi di dicembre in formato digitale nell’area riservata. Agli altri, invece, non resta che abbonarsi qui. Ecco una guida ai servizi, alle rubriche e ai commenti contenuti nel nuovo numero di Tempi.

PRIMALINEA

Copertina Te Deum 2018 di TempiCostruttori di pace (dimenticati)
A cento anni dalla fine della Grande Guerra i leader europei continuano a guardare al proprio interesse particolare anziché a quello generale. Eppure proprio dal passato ci giunge la lezione di Benedetto XV e del beato Carlo I, inascoltati profeti in un mondo sempre in conflitto
di Rodolfo Casadei

Piccoli decimali, debiti giganteschi
Bruxelles ci fa i conti in tasca, ma l’invito a spendere meno va preso sul serio. Perché non tutti i numeri sono bugiardi e lo spread
non è una chimera. Serve più crescita e meno assistenzialismo
di Carlo Lottieri

Perché ci conviene fare manovra (indietro)
Aumentare il debito senza garanzie sulla ripresa è un errore che pagheremo caro. A nessuno fa gioco lo scontro frontale
di Massimiliano Salini

ESTERI

Bandiera rossa in piazza San Pietro
«L’accordo provvisorio tra la Chiesa cattolica e il regime cinese è un pasticcio». Intervista al cardinale Joseph Zen: «Il Vaticano ha eliminato le voci discordanti. Francesco, mal consigliato, ha commesso errori. Soffriremo ancora, ma la forza ci verrà da Dio»
di Leone Grotti

SOCIETÀ

L’autodeterminazione finita in loop
Una rivista di idee controverse (e anonime) per uscire dal pensiero unico rivela quanto gli accademici sappiano di essere omologati
di Giovanni Maddalena

TUTTI I TE DEUM

Rod Dreher, Elena Santarelli, Mahmood Hafdullah Shamsddin, Francesco Cavina, Davide De Santis, Francesco Benati, Lorena Morselli, Filippo Tortu, Deborah Giovanati, Luca Ronzoni, Peppino Zola, Paola Della Chiesa, Marco Finco, Giancarlo Cesana, Luigi Amicone, Roberto Perrone, Massimiliano Herber, Laura Oldani, Renato Farina, Aldo Trento, Marco Cobianchi, Berlicche

CINEMA

I nostri Oscar del 2018. E un capolavoro da non perdere
Il regista de Le vite degli altri ha sfornato un altro grande film. Pagellone di fine anno: dai Tre manifesti a Ebbing a Dogman
di Simone Fortunato

IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE

Il san Paolo del Sahara
«Dio mi ha aperto gli occhi mentre lo stavo perseguitando». Storia di un giovane tuareg del Mali che si convertì per le parole della sua vittima: «Sappi che Gesù ti ama e io ti ho già perdonato». La persecuzione familiare, la fuga e l’Ong “Il buon samaritano”
di Moussa Diabate

LE RUBRICHE

Inoltre le rubriche e i commenti (e le vignette) delle firme di Tempi: Marina Corradi, Alfredo Mantovano, Guido Clericetti, Marco Invernizzi

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