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Ebbri di Moscati

giugno 2, 1999 Tettamanti Giancarlo

Quando a una ministra lievemente confusa dal risentimentalismo
che le fa desiderare di vedere un ricco nell’ospedale del povero,
l’intelligenza laica (cioé cristiana) risponde con una struttura
sanitaria in cui si vede il povero nell’ospedale del ricco. I dieci anni
di una fondazione all’epoca dei pasticci Bindi

E’ innegabile che la componente “anziana” della nostra società è tra quelle più a rischio: nel senso che, oggi, in questo nostro contesto sociale, rappresenta – con i bambini – la componente più indifesa, e per ciò stessa la più bisognosa di attenzione e accoglienza. D’altro canto il trend di incremento della quota degli anziani, rispetto al totale della popolazione, è notevolmente in aumento, con conseguente aumento anche del bisogno sanitario-assistenziale: le proiezioni del futuro evidenziano un maggiore invecchiamento della popolazione lombarda rispetto a quella dell’intero paese. Se diversi sono i bisogni e le domande dei servizi socio-assistenziali che caratterizzano le varie componenti della popolazione anziana, altrettanto carente è la risposta offerta dall’ente pubblico sia per quanto riguarda gli interventi territoriali, come ad esempio l’assistenza domiciliare, sia per quanto attiene ai servizi residenziali.

In questo contesto è nata e si è sviluppata l’Opera costituita dalla Fondazione San Giuseppe Moscati. Essa è stata motivata da una triplice constatazione:
– la forte evoluzione della nostra comunità che gradualmente, ma rapidamente, invecchia, e quindi l’urgenza di guardare a questo fenomeno con occhi attenti e disincantati;
– le ragioni che determinano il processo di isolamento dell’anziano, ragioni di carattere affettivo e psicologico, che esigono l’instaurarsi di rapporti parentali e sociali diversi, fra cui anche un diverso approccio medico-assistenziale;
– le già evidenziate carenze strutturali, sempre più insufficienti ed insoddisfacenti rispetto al bisogno di assistenza, particolarmente da parte di anziani non autosufficienti. Tre constatazioni – come evidenziato dal presidente prof. Angiolino Bigoni – che variamente si influenzano tra di loro, e “impongono una riflessione perché, mentre si vive al presente, si guardi con sollecitudine al domani, affinché non abbia a sorprenderci spenti ed impreparati. Ciascuno di noi, indipendentemente dal ruolo e dalla funzione occupata nella società, è chiamato a ritrovare la vera nozione dell’uomo”.

Da qui la nascita e l’esperienza viva della Fondazione San Giuseppe Moscati: “verificata la carenza di livelli di assistenza intermedi tra i reparti di degenza ospedalieri e la soluzione domiciliare, e constatato che la cosiddetta casa di riposo deve costituire nel suo ambito reparti protetti dotandosi di una adeguata assistenza medico-geriatrica, polispecialistica oltre che infermieristica, si è deciso, nel 1989 – sottolinea il direttore sanitario della Fondazione, Dr. Luciano Lazzaroni – non solo di dare avvio, nel centro storico della città di Milano (in via Orti 27) ad una struttura funzionale alle esigenze degli ospiti, ma di concretizzare un ambiente teso a personalizzare al massimo l’intervento, mediante una accoglienza e una vita comunitaria capaci di sviluppare ed incrementare una sempre più ampia qualità della vità”. Le precarie condizioni di salute e di autosufficienza della persona anziana, non sono elementi sufficienti a condizionarne e/o mortificarne l’attesa di un trattamento rispettoso della sua dignità e delle sue esigenze esistenziali. Pur essendo una struttura piccola – 89 posti letto – la Fondazione opera da dieci anni con la massima disponibilità, ad altissimo livello tecnologico e con la massima qualificazione professionale. Attua un servizio autentico. Un servizio utile all’uomo, al prossimo, fondato su una forte identità cristiana che caratterizza la sua presenza.

Il giudizio che si può trarre da questa esperienza – che oltre alla casa di riposo, sostiene anche un centro ambulatoriale polispecialistico – è giudizio fortemente positivo: essa rappresenta una presenza significativa, nonché un valido momento di affermazione del diritto di iniziativa sociale, in un quadro di libertà e di pluralismo strutturale capace di offrirsi concretamente e compiutamente alla libera scelta del cittadino.

In parole più semplici, la Fondazione Moscati – inquadrata nelle iniziative Onlus – può essere considerata un esempio vivo di sana sanità, una sanità senza sprechi e allo stesso tempo efficiente: il segreto nell’idealità di quanti in essa operano e nella tensione ad essere concreto intimo rapporto tra fede e cultura, tra evangelizzazione e storia, anche in particolare riferimento all’ambiente sanitario e socio-assistenziale.

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