Riusciranno i Nickelback a cantare l’inno americano?

La band canadese dei Nickelback dovrebbe cantare l’inno americano in occasione del Giorno del ringraziamento. Ma in rete sono migliaia gli internauti che si stanno ribellando. Alcuni hanno persino creato Nickelblock, un’app nata con l’intento di eliminare dal web il nome del gruppo. Ecco quanto può essere dura la vita dei cantanti alle prese con le note dello Star-Spangled Banner

Sentirsi chiedere “Vuoi cantare l’inno nazionale prima della partita?” deve essere un grande onore per qualsiasi cantante. Nessuno si tirerebbe mai indietro, neppure il più spaventato e convinto di non essere all’altezza. A volte però succede inaspettatamente il contrario, cioè che sia il pubblico a fare una petizione perché quel certo cantante non si esibisca sulle note più sacre che esistano per una nazione. E’ quello che sta succedendo ai Nickelback, rockband esplosa negli ultimi anni, che dovrebbe esibirsi nell’inno americano in occasione del Thanksgiving Day, il giorno del ringraziamento americano che cade l’ultimo giovedì del mese di novembre. L’iniziativa è nata da un blog che ha lanciato l’app Nickelblock, in grado di  eliminare dal web tutte le pagine in cui compare il nome del gruppo.

 

Povero Chad, il biondone chitarrista monoaccordo, che dà la voce al gruppo di origini canadesi. 15 anni di carriera, 7 album, un unico singolo per cui sono celebri, How you Remind me. Non bastava un’app, oltre 50 mila supporter dei Detroit Lions hanno firmato una petizione affinché il gruppo non canti l’inno a metà della partita contro i Green Bay Packers. D’altronde precedenti celebri fanno tremare le star alle prese con lo Star-Spangled Banner, il canto della bandiera puntellata di stelle. Lo scorso febbraio, durante il SuperBowl, una cantante famosa e abituata a esibirsi di fronte a migliaia di persone come Christina Aguilera, per l’emozione o la poca preparazione sbagliò le parole dell’inno, gorgheggiando un “what so proudly we watched at the twilight’s last reaming” al posto di “over the ramparts we watched, we’re so gallantly streaming”. Uno strafalcione che una Mara Maionchi avrebbe apostrofato malamente. Lei però con l’aiuto della sua potentissima voce ha fatto finta di niente e dell’accaduto se ne è parlato solo il giorno successivo.

 

In tempi più recenti è stata invece Cindy Lauper ad aver sbagliato il testo del sacro inno, durante una cerimonia commemorativa per le vittime dell’11 settembre. E sempre con lo stesso verso che colse la Aguilera impreparata. Insomma Chad, ti conviene imparare a memoria quel verso fino a che non ti entra in testa o rischi di essere lapidato a suon di lattine di Coca-Cola sul campo, il prossimo giovedì.