Draghi, Von der Leyen e le auto elettriche: molti sogni e giusti proclami sulla competitività, ma poi c’è la tragica realtà. Rassegna ragionata dal web
L’ex presidente della Bce Mario Draghi con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, 9 settembre 2024 (foto Ansa)
Su Atlantico quotidiano Federico Punzi scrive: «“Il futuro è elettrico e deve essere europeo. Dobbiamo investire in veicoli piccoli e accessibili: l’Europa deve avere la sua e-car, ecologica, economica ed europea. Non possiamo lasciare che la Cina e altri conquistino questo mercato”. La presidente della Commissione ha la pretesa non solo di imporre ai costruttori europei la motorizzazione da utilizzare, elettrica, ma di fissare anche prezzo e dimensioni. Aspettiamo indicazioni sugli interni…Sentendo queste parole, non può non tornare alla mente la Trabant, la “macchina del popolo” della Ddr, simbolo dell’economia pianificata comunista. È dunque questo il nostro futuro? Questo il “sogno europeo” che la Von der Leyen pensa di vendere ai cittadini?».
Pochi giorni fa la Von der Leyen, come ricorda Punzi su Atlantico quotidiano, ha rilanciato le sue idee sull’auto elettrica. Poi ha chiamato Mario Draghi che ha criticato dalla radice il suo programma. Colpisce oltre al merito anche il metodo...
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