Dorothea Lange e Margaret Bourke-White, due donne nei tornanti della storia

“Ricevere l’avvenimento”, così due fotografe s’immersero tra miserabili e potenti, grandiosità e sconfitte del secolo breve. Una mostra a Milano

Margaret Bourke-White lavora in cima al Chrysler Building, New York 1934, Oscar Graubner

«Bisognerebbe utilizzare la macchina fotografica come se il giorno dopo si dovesse essere colpiti da improvvisa cecità» (Dorothea Lange)

Settantacinque scatti, in bianco e nero, settantacinque frammenti catturati nei tornanti della storia dallo sguardo e dalla macchina fotografica di Dorothea Lange (1895-1965) e Margaret Bourke-White (1904-1971). Alle leggendarie allieve di Clarence H.White, fra i fondatori della Foto Secessione, il Centro Culturale di Milano dedica una mostra straordinaria, “Ricevere l’avvenimento”: è qui che l’iconica Migrant Mother di Lange incontra i miserabili immortalati nel volume You have seen their faces di Bourke-White, o che il drammatico esodo di centoventimila giapponesi americani all’indomani dell’attacco di Pearl Habor dialoga con i sopravvissuti al campo di concentramento di Buchenwald, il giorno seguente alla loro liberazione.

IL DESTINO IN CRISI E IN GUERRA

Dorothea Lange, Migrant Mother, Nipomo, California, 1936

Lange e Bourke-White, gli stessi anni di attività, lo stesso impatto con gli eventi, lo stesso strumento per riceverli e raccontarli, eppure così diverse, Lange innamorata della profonda dignità con cui l’umanità cantata da John Steinbeck e sputata ai margini delle strade dalla Grande depressione affrontava la propria sofferenza e il proprio destino, Bourke-White delle prospettive al limite, i cornicioni dei grattacieli, della profondità del reale «dove gli altri tirerebbero dritto» immortalata per Life nei reportage sulla Seconda Guerra Mondiale, l’assedio di Mosca, la guerra in Corea e la rivolta delle miniere in Sudafrica.

Margaret Bourke-White, aereo sorvola New York, 1939

PROTAGONISTE INDISCUSSE DEL XX SECOLO

Protagonista della Farm Security Administration, una missione fotografica, studiata dal governo statunitense per comprendere a fondo i problemi del paese, qualche mese dopo la sua morte, l’11 ottobre 1965, il Moma di New York decise di esporre una grande retrospettiva di Dorothea Lange, la prima dedicata a una donna nella storia del museo. Del tentativo di salvare il ruolo della democrazia nel mondo attraverso la fotografia di Margaret Bourke-White, la prima fra i fotografi occidentali a recarsi in Urss, realizzando reportage sull’industria sovietica, restano innumerevoli testimonianze, non ultime i molti scatti di Mahatma Gandhi e il primo ritratto non ufficiale di Stalin con circolazione autorizzata al di fuori del territorio sovietico.

Dorothea Lange, Washington, Yakima Valley, One of Chris Adolph’s younger children.
Farm Security Administration Rehabilitation clients, 1939

L’APPUNTAMENTO A MILANO

La mostra, visitabile fino al 15 marzo presso nello spazio espositivo di Largo Corsia dei Servi 4, a Milano, è nata dalla collaborazione del Centro Culturale di Milano con l’assessorato Cultura del Comune nell’ambito del palinsesto Donne e Creatività, ideata da Camillo Fornasieri, direttore Cmc, e curata da Angela Madesani, docente allo Ied e a Brera. Per informazioni e orari www.centroculturaledimilano.it.

Foto dalla mostra “Margaret BourkeWhite, Dorothea Lange. Ricevere l’avvenimento