Dopo la mucca (di Bersani) in corridoio, ecco la Nuvola (di Fuksas) sulla strada

A proposito di polemiche. Sei mesi dopo siffatta pompa e cotanta magna, l’opera del massimo artista si rivela un mammozzone

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Fuksas

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Piovono le nuvole, e piovono le polemiche. E meno male che a Matteo Renzi non è riuscito il ponte a Messina. Se già la Nuvola di Fuksas, a Roma, s’allunga di due metri, dove andrebbero a infilarsi i piloni, se mai ci fossero, tra Scilla e Cariddi: forse a Milazzo, a Durazzo, a Longobuco?

L’opera che avrebbe fatto Roma più bella e più forte che pria, la Nuvola di Massimiliano Fuksas, artista massimo ancorché architetto e star, s’affumò. La Nuvola, inaugurata dal sindaco Virginia Raggi e da Renzi il 29 ottobre 2016, gode di una trionfale diretta della tivù di Stato. Sei mesi dopo siffatta pompa e cotanta magna però, si rivela un mammozzone. La cosiddetta traslazione – manco si trattasse di una sacra salma – la rivela un ingombro.

Ed è subito Sorelle Bandiera. Tutto un “farsi più in là”. C’è un errore di realizzazione: due metri in più rispetto ai limiti dell’opera stessa. Peggio della famosa mucca nel corridoio di cui parla sempre Pier Luigi Bersani, metafora che fa d’uopo a tal proposito perché come il mammifero ingombra il corridoio, così la nube si mangia quantomeno il marciapiede…

Una messa in posa che – se è confermata – va a cancellare l’Archivio Centrale di Stato, la basilica dei santi Pietro e Paolo, il viale dell’intero quartiere ma ormai, chi cerca Roma, nel mondo, non trova più il Colosseo, ma la Nuvola, grande più di Anita Ekberg tra i palazzi dell’Eur.

A nove anni dalla posa della prima pietra le polemiche sulla Nuvola non si sono mai placate.

A proposito di polemiche.

Ognuno prende posizione e voi, dunque, dovendo scegliere, cosa vorreste per la Nuvola di Massimiliano Fuksas, il destino delle magnifiche cose storte, come la Torre di Pisa che pende e mai cade giù, o quello del Ponte di Messina, che è solo una fuffa sopraffina? È sempre lì: o lì, o là. È la sentenza di Giufà.

Testo tratto dalla rubrica “Olì Olà” in onda su La7 durante Faccia a faccia, domenica in prima serata

Foto Ansa

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