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La preghiera del mattino

Dopo Jane Doe tutti parlano di «cultura dello stupro». Ma manca un pezzo

Di Caterina Giojelli
13 Ottobre 2026
Il caso della Cornell University due anni dopo la violenza, la nuova denuncia, gli anatemi dei progressisti, l’inevitabile derby politico. Ma soprattutto: ecco cosa si insegnava in quell’ateneo a proposito di sesso. Rassegna ragionata dal web
8 ottobre 2026, New York City, New York, USA: Una donna regge un cartello con la scritta
Manifestazione per Jane Doe a New York, 8 ottobre 2026 (foto Ansa/© Krista Kennell/ZUMA Press Wire)

Scrive Simona Siri sulla Stampa:

«È la sera del 19 ottobre 2024 quando una studentessa di 20 anni della Cornell University (e che negli atti risulta come Jane Doe, il nome che si attribuisce alle vittime che denunciano e vogliono rimanere anonime) va a trovare un amico alla Chi Phi, la confraternita maschile dell'università. […] La ragazza viene costretta a bere e a sniffare ketamina, viene stuprata per ore [...], e mentre è incosciente uno dei ragazzi del branco manda un messaggio al gruppo Snapchat chiamato "Chi Phi Actives" con scritto "free pussy upstairs" [...]. Nei due anni successivi, dell'intera vicenda non si sa quasi nulla, nonostante la ragazza denunci alle autorità universitarie e alla polizia tre settimane dopo il fatto e che Cornell avvii un'indagine interna che porta alla sospensione temporanea dei sette studenti coinvolti: due vengono poi espulsi e gli altri cinque se la cavano con l’obbligo di dover partecipare a “corsi di sensibilizzazione" e con la possibilità di ri...

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