Doping, un anno al medico Fuentes. Le sacche di sangue anonime saranno distrutte

In Spagna fa discutere la sentenza del Tribunale di Madrid sul grande scandalo esploso nel 2006, investendo ciclismo e non solo.

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“El mayor caso de dopaje en España se cierra con dos condenas leves”: l’apertura del sito del Pais non usa mezze misure nel dare la notizia della sentenza di primo grado inflitta ad Eufemiano Fuentes dal tribunale di Madrid.
I verdetti sull’Operacion Puerto sono arrivati oggi, colpendo il noto medico con un anno di carcere e infliggendo altri 4 mesi a Ignacio Labarta, ex direttore sportivo della squadra della Comunitat Valenciana. È stata ordinata la distruzione delle 200 sacche di sangue anonime custodite dal medico stesso, rigettando così la richiesta di chi voleva utilizzare quei campioni per risalire agli atleti coinvolti.

LO SCANDALO ESPLOSE NEL 2006. Era il 2006 quando esplodeva il caso: le rivelazioni del corridore Manzano portarono all’accusa appunto di Eufemiano Fuentes e di Manolo Saiz, all’epoca ds della Liberty Seguros. Sacche di sangue e steroidi anabolizzanti furono recuperati nel laboratorio del medico, e pian piano emerse una organizzazione con numerosi clienti dal mondo del ciclismo e non: in tanti si rivolgevano a Fuentes per avere consigli su doping ed Epo.
Tanti furono i ciclisti costretti a rinunciare al Tour de France, su tutti Ivan Basso e Jan Ullrich, tra i favoriti di quella Grande Boucle. Tuttavia non si è mai riusciti ad arrivare alla lista completa dei clienti di Fuentes, provenienti non soltanto dal ciclismo, ma anche da altri ambienti sportivi, come calcio, pallamano, tennis. Un vuoto che di certo la decisione di distruggere le sacche anonime non aiuterà a colmare.

NIENTE CARCERE PER FUENTES. La condanna ha colpito solo Fuentes e Labarta, assolvendo Saiz e il ds Vicente Belda, insieme alla sorella del medico, Yolanda. Al medico viene imputato il reato contro la salute pubblica e non quello relativo al doping, all’epoca dei fatti non ancora parte della giurisprudenza spagnola. In questo modo si spiega anche la decisione del giudice sulle sacche di sangue, da eliminare per tutelare i diritti degli imputati.
Mancano ancora due gradi di giudizio, ma al primo step giuridico la vicenda pare andando a concludersi in una bolla di sapone, dove oltretutto Fuentes potrebbe essere ancora meno penalizzato: come spiega La Gazzetta dello Sport in Spagna le porte del carcere si aprono solo con una sentenza definitiva maggiore ai due anni, mentre per quanto riguarda l’interdizione dalla professione medica non sembra interessare troppo Fuentes, diventato ormai da anni medico di famiglia, specializzazione che non rientra nell’inibizione e che quindi potrà svolgere senza problemi.

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