Berlicche: niente di meglio che fracassare una tv sull’altare per svuotare di senso una Messa

Il diavolo Berlicche si compiace dell’iniziativa di un prete, che durante l’omelia fracassa davanti ai fedeli una tv per «far capire che non dobbiamo essere schiavi delle tecnologie».

Mio caro Malacoda, colpirne uno per educarne cento è un vecchio ed efficace metodo di repressione di ogni iniziativa di libertà della persona. La punizione esemplare, oltre la giustizia e la logica per incutere un rispetto che l’applicazione corretta di una norma o del buon senso o l’argomentazione razionale e affettiva non pensano di poter raggiungere. Il popolo va educato scioccandolo, con gesti clamorosi, eclatanti, fragorosi ma soprattutto terrorizzanti. Gesù Cristo avvinceva le folle con una straordinarietà quotidiana e con una quotidianità straordinaria tanto eccezionale quanto accogliente, noi preferiamo impaurirle.

PRETE IN CRISI OMILETICA. Per questo mi ha fatto molto piacere l’eco mediatica del tuo ultimo suggerimento a un prete in crisi omiletica. Evidentemente rimasto senza parole, il presbitero ha deciso di parlare con i fatti. Ma con i tuoi consigli sei riuscito a fargli fare confusione tra gli ambiti delle une e quelli degli altri: nella vita quotidiana si parla con i fatti, nelle omelie si medita (o si ragiona) sui fatti con le parole. Anche perché il centro della scena durante la Messa è un altro fatto, già di per sé straordinario quanto quotidiano (anche se noi neghiamo che succeda), ed è la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Figlio del Nostro Nemico. L’evento è clamoroso, la parola dovrebbe aiutare a guardarlo, a considerarlo, a fissarlo come memoria, non a sostituirlo con gesti che per quanto eccezionali possano essere non potranno mai aspirare all’eccezionalità della transustanziazione né alla sua quotidianità (almeno, così io insegnerei ai predicatori della domenica se fossi uno dei loro capi o professori).

FRACASSARE TELEVISIONI. Ma veniamo al (mis)fatto di cui ti sei fatto meritoriamente promotore. Il parroco della frazione Villa San Carlo di Valgreghentino (Lecco), don Enrico Spreafico, durante la Messa domenicale ha fatto portare sull’altare il suo televisore e lo ha distrutto utilizzando una mazzetta da muratore. Il gesto eclatante è stato spiegato con la volontà di far capire ai parrocchiani che mai, per nessuna ragione, si deve essere schiavi della tecnologia e in questo caso della televisione. L’iniziativa è stata presa in periodo di Quaresima, proprio per far riflettere i fedeli su un problema a giudizio del sacerdote sempre più pressante. «Non è la prima volta che cerco di scioccare i miei parrocchiani proprio per far giungere loro i messaggi più importanti», ha spiegato don Enrico. «Così riesco a farmi capire». Il parroco aveva chiesto ai chierichetti di portare sull’altare il televisore, ricoperto da una pellicola di plastica per evitare che qualcuno si potesse far male con le schegge. Poi, con una mazzetta da muratore, ha fracassato l’apparecchio e dopo la predica la Messa è proseguita secondo il rituale. «Ho voluto semplicemente far capire che non dobbiamo essere schiavi delle tecnologie, non dobbiamo prendere per buon tutto quello che ci viene mostrato», spiega il parroco. «Le tecnologie servono e sono utili, ma vanno usate con spirito critico». Trovo stupendo quel particolare della pellicola, il voler preservare i fedeli da inaspettate conseguenze del gesto: praticamente un preservativo. La Messa è finita.
Tuo affezionatissimo zio Berlicche