Dolan benedice i repubblicani. «Dio rinnovi nel nostro popolo il rispetto per la libertà religiosa»

Il capo dei vescovi americani a Tampa alla convention repubblicana. Benedizioni e frecciate, tutte indirizzate al presidente Barack Obama

Il “We can do this”, ripetuto allo sfinimento da Paul Ryan durante la convention repubblicana a Tampa, stona solo in apparenza con il clima di raccoglimento e silenzio che l’altro giorno ha visto la platea Gop supplicante, con il capo chino, le mani giunte e gli occhi chiusi per quattro minuti filati.

SPAVALDI E DEVOTI È così, infatti, che doveva chiudersi la kermesse politica, con la benedizione del capo dei vescovi della Chiesa Cattolica, Timothy Dolan. Perché il goliardico, rumoroso ed espansivo elettorato repubblicano, conscio che il benessere non piove dal cielo né dallo Stato, è lo stesso che crede, come ha detto il cardinale, nella «realtà della creazione del Signore». Per questo ha pregato con Dolan, per imparare a rispettare «le leggi di natura e la natura di Dio, senza cercare di rimpiazzarlo con idoli creati da noi». Mormoni, battisti, evangelici ed ebrei repubblicani concordano tutti con il prelato cattolico, che ha implorato il dono del «buon senso di non gettare via i limiti del retto vivere che tu hai inscritto sin dall’inizio nei nostri cuori, ancora prima di inciderli sulle tavole di pietra». Non solo, le primissime parole del cardinale Dolan sono andate di pari passo con le preoccupazioni del popolo pro life riunito nel Partito Repubblicano. «Chiediamo – ha detto il cardinale – la tua benedizione su coloro che ancora non sono nati e su coloro che alla fine della vita stanno per incontrarti». Poi è stata la volta degli ultimi, al centro già di una discussione tra il capo dei vescovi e Paul Ryan.

ROMNEY Non è mancato un riferimento al presidente Obama, dai toni però decisamente più distaccati: «Ti chiediamo di guidare quelli che ci governano e coloro che ci governeranno: il presidente, il vice presidente, il Congresso, la Corte Suprema, e tutti coloro che aspirano a servire il bene comune cercando incarichi pubblici. Specialmente il governatore Romney e il membro del Congresso Ryan», ha implorato Dolan, mentre le telecamere puntavano su Romney con il volto fra le mani.

OBAMA È stata poi la volta dell’attesa stangata al Presidente. Difficilmente l’impavido capo dei vescovi avrebbe perso l’occasione per bacchettarlo dato che da diversi mesi la Chiesa cattolica sta spendendo le sue energie per combattere contro la decisione di Obama di imporre a tutti i datori di lavoro, anche delle istituzioni religiose, di pagare assicurazioni ai propri dipendenti che includano la contraccezione e l’aborto, violando così la libertà di coscienza. Motivo per cui Dolan compare da più di sei mesi su giornali e tv, spiegando che la riforma del governo Obama non è solo un attacco alla Chiesa ma alla libertà religiosa di ogni cittadino e invitando gli americani a denunciare il governo e a disobbedirgli. «Ti ringraziamo – ha quindi aggiunto – anche per il singolare dono della libertà. Rinnova in tutto il nostro popolo il rispetto per la piena libertà religiosa, la prima e più amata libertà (…) e suscita nei nostri cuori un nuovo senso di responsabilità per la causa della libertà». E in linea con la chiamata Gop al ritorno alla tradizione americana, tradita dal socialismo obamiano, il cardinale ha aggiunto: «Rendici per sempre grati per coloro che per più di due secoli hanno dato la loro vita per la difesa della libertà. Affidiamo la loro anima nobile alla tua eterna protezione». Un pensiero è andato anche «ai nostri amati uomini e donne in uniforme».

LA VIA D’USCITA La chiusura del discorso del porporato è stata rivolta a «coloro che cercano un lavoro onesto», quasi per indicare ai repubblicani la via d’uscita: «Lo spirito di generosità verso i bisognosi che hai elargito in abbondanza a questa nazione». Ma «sopratutto Dio onnipotente, ti ringraziamo per il grande dono del nostro amato paese, per cui siamo davvero una nazione sottomessa a Dio e di Dio noi ci fidiamo».