Lettere al direttore
Dissonanza 19
parrocchia parròcchia s. f. [dal lat. tardo, eccles., parochia, forma laterale di paroecia, che è dal gr. παροικία, propr. «vicinato», der. di παροικέω «abitare accanto», raccostato per il sign. a πάροχος […]
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Eppure, me lo avevano assicurato.
Mi avevano detto che li avrei trovati,
li avrei incontrati per strada,
on the road,
come usava dire una volta
in certi ambienti,
lungo la via.
Eeeh!
Niente da fare: non se ne vede in giro mezzo,
neanche a cercarlo con la nota lanterna.
Come dire, per esempio:
un uomo scendeva da Brivio a Monticello Brianza,
e fu assalito dai briganti,
che lo percossero, lo spogliarono
e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto
proprio in mezzo alla strada,
esattamente dove dovevano essere, loro.
Invece, passò prima un tizio indefinito
e poi un altro, indefinito anche lui,
naturalmente;
né l’uno né l’altro ebbero cura di fermarsi;
ne ebbe compassione invece
un algerino irregolare,
sempre per dire,
che, dopo averlo assistito,
lo caricò sul suo monopattino
e lo portò in una locanda,
un bed and breakfast, mi pare,
dove si prese cura di lui.
Il giorno dopo, raccomandò al proprietario
eccetera eccetera,
lasciando naturalmente un anticipo per le spese.
Perché nessun eccellente personaggio trascorse di lì,
nessun eminente cittadino?
E dire che la storia racconta
di un levita e di un sacerdote.
Non dovevano essere in giro?
Non si erano impegnati a farlo?
Non avevano rinunciato all’acqua di colonia
per indossare l’odore delle pecore,
secondo il principio in voga?
Dove si sono cacciati?
Dove sono andati a costruire ponti?
In quale cantiere sono impegnati ad abbattere muri?
Mi sono recato dal vicinato,
ho chiesto a quelli che abitano accanto,
il prossimo, ricordi?
– Chi ti sembra sia stato il prossimo
di colui che è incappato nei briganti? –
Niente. Nessuno li ha visti.
In nessuno degli ambienti
in cui gli altri vivono la vita.
Gli altri, appunto; non loro.
Viene alla fine uno che li conosce,
studia il loro comportamento,
osserva le loro abitudini
e mi indica una vecchia edicola:
cercali lì, sui giornali voglio dire,
li troverai che rispondono,
eccome se rispondono;
ma rispondono a chi?
alle domande dei giornalisti,
naturalmente.
Spiegano
i pensieri che hanno avuto,
rassicurano la pubblica opinione,
dichiarano di essere anch’essi tra gli amici,
perfettamente in linea
con la volontà generale
nella sua componente più progredita,
più illuminata.
Ci abbiamo messo un po’ di tempo,
ammettono, ma ce l’abbiamo fatta,
vi abbiamo raggiunto; anche se,
a dirla tutta, gli altri, nel frattempo,
si sono portati più in là,
in territori più insidiosi, benché prevedibili.
E allora ci sarà bisogno di un altro sforzo,
un ulteriore impegno, in questo faticoso
inseguimento.
Ma ne vale la pena.
Altroché se ne vale la pena!
Ecco perché scrivono altri articoli,
libri addirittura;
e rispondono ad altre domande,
su tutte le tribune disponibili,
come ormai fanno da un pezzo.
Gente responsabile.
Gente che risponde.
Gente disponibile.
Si radunano perfino tra di loro,
e sono tanti,
togati e non togati,
ci sono tutti o quasi tutti,
in interminabili assemblee,
per rispondere meglio,
per quello che è possibile,
naturalmente,
quello che si può,
quel tanto che si può,
allo Spirito del Tempo,
Zeitgeist in tedesco,
spirito in verità piuttosto malridotto,
spirito minuscolo,
spiritino, verrebbe da dire;
uno smorto fantasmino,
neppure lontanamente paragonabile
allo spettro che s’aggirava decenni fa
e che se n’è andato pure lui;
morto a dispetto del suo essere spettro.
Nel tempo della grande confusione ariana,
un eminente uomo eccellente scendeva,
diciamo, da Roma a Frascati;
non incappò nei briganti,
ma cadde lo stesso,
inciampando nel proprio splendido mantello,
e rimase a terra tramortito.
Per caso, un sacerdote percorreva la medesima strada
e, quando lo vide, passò dall’altra parte.
A occhio e croce, non era della stessa parrocchia.
Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide,
ma passò oltre. Non c’era pubblico
in quel punto deserto.
Toccò ad un gruppo di persone,
gente di poco conto,
gente semplice, umile,
piuttosto rozza anche,
a guardarla bene,
e nemmeno troppo pulita;
gente del popolo insomma,
per niente alla moda,
desueta,
ecco esattamente così,
desueta,
fermarsi e prestargli soccorso.
Gli fasciarono il capo ferito,
gli diedero da bere,
acqua del pozzo di Sicar,
e lo accolsero nella loro tenda.
Fecero a lui secondo
quello che avevano
sentito dire dal Maestro
e da tanti altri dopo di Lui,
ma sarebbe da dire insieme a Lui,
Va e anche tu fa lo stesso;
nel tempo e nel luogo
in cui ci si rallegra
perché i nostri nomi
stanno scritti in cielo,
e qualche volta pure sui giornali,
ma, generalmente,
per non dirne
niente di buono.
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