Ho ricevuto l’ultima parte della disoccupazione. Ma sono ancora a carico di mio marito? L’esperto risponde

Il dubbio di una lettrice in merito alla compilazione della dichiarazione dei redditi. Ecco la risposta e i requisiti per essere considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale

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tasse-fisco-dichiarazione-redditi-euroMassimiliano Casto, autore di questo articolo, è Tributarista e Consulente del Lavoro. Chi avesse interrogativi particolari o volesse sottoporre domande su questioni riguardanti la fiscalità può scrivere a studiocasto@virgilio.it, specificando nell’oggetto: “Fisco semplice”. Altri quesiti li potete trovare qui.

QUESITO
Buonasera, nel corso dell’anno 2013 ho ricevuto l’ultima parte di disoccupazione a seguito di licenziamento avvenuto nel 2012. La somma totale è di euro 2.806.00, come risulta dal Cud 2014 Inps. Nell’ultima pagina di tale Cud è scritto esplicitamente che devo fare la dichiarazione dei redditi perché non sono stati effettuati i conguagli Irpef. A questo punto io predispongo la mia dichiarazione dei redditi, ma mio marito può considerarmi ugualmente a carico nella sua dichiarazione (visto che il mio reddito è inferiore ai 2840,51 euro)? Ringrazio anticipatamente per la sua cortese risposta.

RISPOSTA
Certamente Lei per il 2013 è a carico di suo marito. Come ben noto, in presenza di persone il cui reddito è inesistente o ridotto entro il limite di € 2.840,51, sono previste detrazioni che riducono l’Irpef in misura progressiva: minore è il reddito, maggiore è la detrazione.

Tale meccanismo di calcolo, la cui logica consiste nel garantire la progressività dell’imposta, prevede detrazioni diverse a seconda del soggetto a carico (il coniuge, un figlio, o un altro familiare) e determina un importo commisurato al reddito lordo del contribuente.

Sono considerati familiari a carico dal punto di vista fiscale:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, gli adottivi, gli affidati e affiliati;
  • altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi o che ricevano dallo stesso un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Il coniuge è a carico se non è legalmente ed effettivamente separato, e la detrazione spetta nella misura massima di € 690,00. Alla luce di quando detto, i figli, il coniuge e altri familiari possono considerarsi fiscalmente a carico quando possiedono un reddito annuo inferiore o uguale a 2.840,51 euro. L’importo comprende tutti i redditi che concorrono alla formazione del “reddito complessivo Irpef”, soggetto a tassazione ordinaria. Inoltre il reddito va calcolato al lordo degli oneri deducibili, cioè senza sottrarre le spese che riducono la base imponibile su cui si calcola l’Irpef. È opportuno evidenziare altresì che per nucleo familiare è da considerare il nucleo familiare ai fini fiscali e non ai fini anagrafici, perciò formano un nucleo familiare i coniugi non legalmente separati ed eventuali altre persone a carico.

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