Decadenza Berlusconi, si vota il 27 novembre

Lo hanno comunicato i capigruppo al Senato: il Pdl ha votato a favore per la data, ma conta di usare il “caso Crimi” per sospendere la procedura per irregolarità. Intanto Berlusconi: «Ancora in tempo per concedermi la grazia»

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Il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore si terrà a Palazzo Madama il 27 novembre: lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo del Senato. La notizia è stata comunicata dal capogruppo del Pd Luigi Zanda: «Il voto sarà il 27 novembre, a scrutinio palese, dopo la legge di Stabilità». Con un timer impazzito, per il timore che il voto sulla decadenza rappresenti un boomerang anche per il Governo, si è considerato infatti che la prima lettura della legge dovrebbe concludersi al Senato cinque giorni prima, il 22. Ma anche questo calendario richiederà prima il voto dell’Aula, dato che non si è giunti alla maggioranza.

CRIMI E I MESSAGGI SU FACEBOOK. Sel e Movimento cinque stelle infatti si sono detti contrari a questa tempistica, dato che entrambi chiedevano si votasse con urgenza sulla decadenza di Berlusconi. Tuttavia proprio i M5s potrebbero dare l’occasione al Pdl di far saltare del tutto il voto. Maurizio Gasparri, capogruppo del partito al Senato, si è espresso a favore del voto del 27 novembre, ma ha anche aggiunto: «Il consiglio di presidenza del Senato riaffronterà prima del 27 la nostra pregiudiziale sulle irregolarità del voto in Giunta». Gasparri vorrebbe che il Senato sospendesse la procedura della decadenza riconoscendo alcune presunte irregolarità avvenute durante i lavori a porte chiuse della Giunta per le immunità e il riferimento è al senatore grillino Vito Crimi, che ha postato messaggi e infelici battute sui social network.

BERLUSCONI: «GRAZIA ANCORA POSSIBILE». Nel frattempo arriva l’anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa che si trasforma di nuovo in notizia di punta per la politica. Al giornalista conduttore di Porta a Porta, Berlusconi ha dichiarato di sperare ancora nella grazia. «Mi dicono che per avere la grazia bisogna avere iniziato a scontare la pena. Dunque (il presidente Napolitano, ndr.) sarebbe ancora in tempo». In un comunicato Bruno Vespa ha anche spiegato che non è stata ancora presentata alcuna domanda di grazia né da Berlusconi, né dalla sua famiglia, né dai suoi difensori. È stato proprio uno degli avvocati, Franco Coppi, ad essere stato ricevuto al Quirinale, insieme a Gianni Letta, lo scorso 9 agosto per quello che Vespa definisce (riportando l’opinione del Cav.) un “sondaggio segreto” sulla possibilità della grazia. Tanto Letta che Coppi avevano quindi interpretato in senso molto positivo il messaggio di Napolitano del 13 agosto (cosa diceva). Ma secondo quanto raccontato da Vespa, la decisione delle dimissioni di massa dei parlamentari di Forza Italia (poi revocate) avrebbe irrigidito il Capo dello Stato, e da allora in poi il discorso della grazia sarebbe caduto.

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