Contenuto riservato agli abbonati

Squalo chi legge

De Gasperi, il carcere e il «disegno imperscrutabile di Dio»

Di Ubaldo Casotto
13 Luglio 2025
La sorprendente utilità delle “Lettere dalla prigione” del più importante – forse l’unico vero – statista italiano (a meno che non crediate anche voi che «non fu mai incarcerato»)
Alcide De Gasperi in una immagine tratta da un filmato dell’Istituto Luce (foto Ansa)
Alcide De Gasperi (1881-1954) in una immagine tratta da un filmato dell’Istituto Luce (foto Ansa)

Nel 2024 cadeva il settantesimo anno dalla morte di Alcide De Gasperi, a detta di molti l’unico politico italiano al quale è possibile affiancare la qualifica di “statista”, così come la codificò James Freeman Clarke, predicatore e teologo statunitense del diciannovesimo secolo: «Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito; lo statista a quello del suo paese». Non ricordo in quell’anno corse in libreria a contendersi la pletora di libri pubblicata per la ricorrenza. Ne ricordo uno, ottimo, Il costruttore, scritto da un giornalista né democristiano né cattolico, Antonio Polito, che dalla sua vita e dalla sua opera traeva cinque lezioni per i politici d’oggi. Più una – valutate voi se una premessa o un post scriptum – contenuta in una lettera (che non è in questo libro, perché scritta poco prima di morire alla figlia Maria Romana):

«Vedi, il Signore ti fa lavorare, ti permette di fare progetti,...

Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online
per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati