«Dazi Usa? Danni limitati per l’Italia. L’Ue sia pragmatica con Trump, non ideologica»

Sono entrati in vigore i dazi americani su acciaio e alluminio. Gozzi (presidente Federacciai): «L’export italiano nonostante le tariffe resta competitivo. Il problema è a lungo termine, no a ritorsioni»

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«Dobbiamo discutere con gli americani e farli ragionare, senza farne una questione di principio o lesa maestà. Dobbiamo spiegarlo ai nostri partner europei». Parla così alla Stampa Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, all’indomani dell’entrata in vigore dei dazi americani su acciaio e alluminio che rischiano di danneggiare l’economia italiana e non solo. Dopo l’annuncio di ieri da parte del presidente americano Donald Trump, molti esponenti dell’Unione Europea hanno rilasciato dichiarazioni bellicose, ma Gozzi frena: «C’è un saldo rapporto atlantico che va preservato».

 EXPORT DA 820 MILIONI. Nel corso del 2017 l’Europa ha esportato negli Usa cinque milioni di tonnellate di acciaio, di cui 500 mila tonnellate provengono dall’Italia. Si tratta di prodotti che valgono un fatturato che si avvicina ai 760 milioni di euro. Per quanto riguarda l’alluminio, il valore delle esportazioni europee nel 2017 verso gli Stati Uniti è stato di 1,2 miliardi di euro l’anno, ma per quanto riguarda il nostro paese l’export di alluminio e semilavorati negli Stati Uniti si è fermato a quota 65,62 milioni di euro. L’esposizione italiana ai nuovi dazi è dunque limitata, fermandosi a 820 milioni di euro. Nonostante questo, le tariffe potrebbero mettere in difficoltà grandi aziende come Valbruna, Fca, Danieli, Tenaris e ancora Alcoa, Ilva e Piombino. Il problema più grave si verificherebbe nel caso in cui questo primo screzio degenerasse in una vera e propria guerra globale degli scambi. Allora l’Italia potrebbe subire una riduzione del Pil dello 0,7%. Un disastro.

«BISOGNA DISCUTERE». Ecco perché il presidente di Federacciai non indossa l’elmetto: «Noi siamo assolutamente contrari a misure che colpiscano i marchi americani, come Levis, Harley-Davidson e Bourbon. Perché a loro volta gli Usa risponderebbero con altri dazi. Sarebbe un danno gravissimo», continua Gozzi in un’intervista al quotidiano torinese. «Non fa piacere discutere con la pistola dei dazi sul tavolo, ma bisogna continuare a farlo». Anche perché, spiega, attualmente «il prezzo dell’acciaio interno agli Usa è più alto di circa 200 euro rispetto a quello europeo». Quindi, nonostante i dazi, il nostro acciaio rimarrebbe più competitivo e non ci sarebbero «immediate ripercussioni negative dirette. Il timore dunque non è per l’oggi ma per i giorni a venire. Non è certo che i prezzi americani continueranno ad essere così alti».

«L’UE NON SIA IDEOLOGICA». Molti leader europei però non sono stati altrettanto ragionevoli e pragmatici nell’approccio verso Trump. «Per l’Italia una guerra commerciale sarebbe terribile. Sull’Europa però voglio ricordare che c’è una differenza tra quello che si dice in una negoziazione e ciò che poi si fa», conclude il presidente di Federacciai. «L’Unione europea per proporre misure di ritorsione deve sentire gli Stati membri e noi spiegheremo al governo che verrà che siamo contrarissimi. Serve una posizione forte, per proteggere gli interessi nazionali. Fino ad oggi l’Europa sulle politiche commerciali è stata più ideologica che pragmatica».

Foto Ansa

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