Dati Istat. Diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie

«La caduta complessiva della capacità d’acquisto a partire dall’inizio della crisi ammonterà a fine anno al -11,8 per cento» avvertono Federconsumatori e Adusbef. Per il Codacons, i dati istat relativi al potere d’acquisto delle famiglie sono «peggio di qualsiasi previsione».

Il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici, nel primo trimestre del 2012, tenuto conto dell’inflazione, è calato dell’1 per cento su base congiunturale del 2 per cento su base annua. Lo rileva l’Istat.

La propensione al risparmio degli italiani si attesta al 9,2 per cento: stabile e in lieve rialzo rispetto al 2011.

Il tasso d’investimento delle famiglie è stato pari al 6,7 per cento, in diminuzione di 0,2 punti percentuali sul trimestre precedente e di 0,4 punti rispetto ai primi tre mesi del 2011. Gli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici hanno subito una consistente contrazione, diminuendo del 2,7 per cento in termini congiunturali e del 4,6 per cento su base annua.

Per il Codacons, i dati istat relativi al potere d’acquisto delle famiglie sono «peggio di qualsiasi previsione». Secondo il Presidente Carlo Rienzi, «sono peggiori addirittura rispetto al 2011, quando il potere d’acquisto delle famiglie scese dello 0,5 per cento, nel 2012 si sta registrando un calo quattro volte maggiore e pari al 2 per cento. Segno evidente che le famiglie sono oramai allo stremo, e che i provvedimenti adottati dal Governo, a partire dall’aumento dell’Iva, hanno avuto effetti devastanti sulle tasche degli italiani».

Federconsumatori e Adusbef sottolineano che «la caduta complessiva della capacità d’acquisto a partire dall’inizio della crisi ammonterà a fine anno al -11,8 per cento». Per le due associazioni, è «una perdita gravissima, che non potrà che avere ricadute disastrose sui consumi e sulla produzione». Erano addirittura ottimistiche le prime stime sull’andamento dei consumi nel 2012, effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: «Se prima si stimava una caduta del -3,2 per cento, il consuntivo del 2012 rischia di attestarsi ad oltre il -5 per cento». Saranno «gravissime le ricadute di tale andamento sulle condizioni e sul benessere delle famiglie, costrette a tagliare persino la spesa nel settore alimentare», con, calcolano le due associazioni, una «riduzione dei consumi alimentari per una famiglia media pari a circa -286 euro annui. Un taglio che equivale alla rinuncia della spesa alimentare per diciotto giorni».