Dal grande schermo allo schermo tascabile: quali politiche per il cinema italiano di oggi?

Di Filippo Cavazzoni
22 Settembre 2025
Il breve saggio di Filippo Cavazzoni (Direttore editoriale, Istituto Bruno Leoni) su "Lisander", il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, apre il dibattito sul cinema
Cinema pubblico

Negli ultimi decenni, il settore cinematografico ha subito trasformazioni profonde dovute all’innovazione tecnologica, ai cambiamenti nei consumi culturali e all’evoluzione dei linguaggi. Le sale hanno perso centralità, sostituite da piattaforme digitali che offrono un accesso immediato e personalizzato ai contenuti. Il pubblico, in particolare quello giovane, privilegia nuovi formati e modalità di fruizione, rendendo il cinema tradizionale sempre meno attrattivo. In Italia, il settore mostra segni di debolezza: a fronte di una crescente produzione sostenuta da generosi incentivi pubblici, i risultati in termini di qualità e incassi restano modesti. Il sistema dei crediti d’imposta ha stimolato una sovrapproduzione spesso poco incisiva, generando inefficienze e squilibri. Per risolvere queste criticità, occorre una riforma strutturale che favorisca logiche di mercato, renda il sostegno più selettivo e meritocratico, introduca una valutazione preventiva dei progetti e affidi la gestione a un’agenzia indipendente, avulsa da influenze di natura politica e capace di garantire competenza e trasparenza.

«Ero alla manifestazione contro la chiusura del cinema Ideal […]

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