Dal grande schermo allo schermo tascabile: quali politiche per il cinema italiano di oggi?
Negli ultimi decenni, il settore cinematografico ha subito trasformazioni profonde dovute all’innovazione tecnologica, ai cambiamenti nei consumi culturali e all’evoluzione dei linguaggi. Le sale hanno perso centralità, sostituite da piattaforme digitali che offrono un accesso immediato e personalizzato ai contenuti. Il pubblico, in particolare quello giovane, privilegia nuovi formati e modalità di fruizione, rendendo il cinema tradizionale sempre meno attrattivo. In Italia, il settore mostra segni di debolezza: a fronte di una crescente produzione sostenuta da generosi incentivi pubblici, i risultati in termini di qualità e incassi restano modesti. Il sistema dei crediti d’imposta ha stimolato una sovrapproduzione spesso poco incisiva, generando inefficienze e squilibri. Per risolvere queste criticità, occorre una riforma strutturale che favorisca logiche di mercato, renda il sostegno più selettivo e meritocratico, introduca una valutazione preventiva dei progetti e affidi la gestione a un’agenzia indipendente, avulsa da influenze di natura politica e capace di garantire competenza e trasparenza.
«Ero alla manifestazione contro la chiusura del cinema Ideal […]
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