Dai Gigino, metti la marcia e vola in fuga da solo

Ora che arriva l’ultima tappa, mi sento come uno che sta sul paracarro e si mette urlare all’amico che passa irto sui pedali (o forse no, non esageriamo): «Dai Gigino!»

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Anticipiamo un articolo tratto dal numero di Tempi in edicola da giovedì 2 giugno (vai alla pagina degli abbonamenti) – Malgrado tutti gli scandali e le nostalgie che, come scriveva Simone Signoret, non sono più quelle di una volta, anche noi cinici, bari e bastardi subiamo ancora il fascino dell’uomo solo che sfida se stesso, della salita che si inerpica, del sudore, dei rapporti duri, delle lacrime di chi vuole arrivare al traguardo ma al tempo stesso vorrebbe piantarla lì, la bicicletta, vicina a un paracarro e con essa tutti i problemi, tutti i pensieri che uno ha, la moglie rompiballe, i figli rimandati, il panino con la salamella sbafato a colazione e che ora è come un gregario in fuga nello stomaco, e oltre a tutto questo bisogna stare col fiato sospeso a calcolare i secondi per vedere se si riesce ad acchiappare il successo, io lo adoro questo sport, quando è così, quando uno scatta sull’ultima salita, quando è uno che senti amico e vorresti che ce la facesse con tutto il cuore e stai lì, quasi a pedalare anche tu, quasi a soffiare sul culo di quello che pedala e sei uno di quei pazzi che si attaccano al corridore e fanno un pezzo di salita con lui, dimenando le mani, urlando, lacerandogli i timpani: «Vai, vai». E lui che va e solo la sofferenza del pedalare gli impedisce di fermarsi e di tirargli un cartone.

Ecco, compagni e amici, mi sento un po’ così, ora che arriva l’ultima tappa, mi sento come uno che sta sul paracarro e si mette urlare all’amico che passa irto sui pedali (o forse no, non esageriamo): «Dai Gigino, metti il rapporto giusto e vai in fuga da solo». Tra i giornali che svolazzano spero che farai incazzare un mucchio di gente. Tanto alla fine, il rispetto è un optional, conta la verità. Come? Dite che è un endorsement politico? Ma va? E io che pensavo di parlare di ciclismo.

Foto Ansa


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