Da leader delle Femen a pro life. Storia di Sara

Era una femminista radicale, si faceva fotografare in croce mentre baciava una compagna. Poi la conversione e le accuse: «Il movimento copre la pedofilia»

femen-convertitaHa fondato la sezione brasiliana del movimento Femen, ha indossato i panni di una lesbica in croce, ha organizzato proteste contro papa Francesco, ha abortito e ha odiato visceralmente la Chiesa. Poi, l’ottobre scorso, ha ribaltato la sua vita e ha cominciato a raccontare il vero volto del femminismo radicale. Sara Fernanda Giromini, fino a pochi mesi fa conosciuta come Sara Winter, ha raccontato in un libro (Vadia Não!, “Non una cagna”) la sua esperienza: «Mi sono pentita di aver abortito e oggi chiedo perdono. Ieri è passato un mese da quando ho partorito mio figlio e la mia vita ha assunto un nuovo significato. Lo scrivo mentre dorme serenamente sul mio grembo. È la sensazione più bella del mondo». E ha aggiunto: «Per favore, donne che volete disperatamente abortire, riflettere attentamente su questo. Mi è molto dispiaciuto di averlo fatto. Non voglio lo stesso per voi».

IL MEA CULPA. Quella di Giromini è una lunga confessione in cui chiede perdono ma anche lancia pesanti accuse al movimento. Proprio lei, che delle Femen divenne icona proprio per quel bacio saffico del gennaio del 2014, quando s’era fatta immortalare appesa a una croce di fronte alla Chiesa di Nostra Signora della Candelaria a Rio de Janeiro. In un video su YouTube del dicembre scorso, ha spiegato di aver intrapreso un cammino di conversione e ha chiesto «perdono ai cristiani per le proteste» e «la blasfemia». Ha rivelato che per il movimento femminista le donne «sono oggetti convenienti e utili allo scopo di infiammare l’odio contro la religione cristiana, l’odio contro gli uomini, l’odio contro la bellezza delle donne, l’odio contro l’equilibrio delle famiglie». Non solo: «Ho visto il movimento femminista fare da scudo ai pedofili». È stata indotta ad avere rapporti con altre compagne: «Le donne lesbiche e bisessuali hanno molta più voce e più rispetto all’interno del movimento».

UN ALTRO AMORE. Nel libro ha spiegato di essere stata spinta a drogarsi e a prostituirsi, ricevendo molestie sessuali da una donna. Parte del ricavato delle vendite del volume, di cui sta curando alcune presentazioni in Brasile, è stato devoluto ad associazioni pro life. Cosa è successo nella sua vita? Cosa l’ha portata a “convertirsi”? La ragazza ha fatto cenno all’incontro con un “antifemminista” da cui si è sentita amata in un modo che nessuno le aveva mai offerto. «Il risultato? Oggi sono molto più felice e sono in grado di aiutare le donne».