Crollano le borse, vertice lampo governo-parti sociali: nessun dettaglio – Rassegna stampa/1

Storica giornata negativa ieri per Piazza Affari che perde il 6,6%. Spaventa gli investitori la notizia che la Francia potrebbe perdere la tripla A. Ieri al vertice tra governo e parti sociali, durato due ore, non esce nessun dettaglio sulle misure da prendere per fronteggiare la crisi. Entro il 18 un Consiglio dei ministri

Ieri la borsa ha registrato un’altra storica giornata negativa, con Piazza Affari che ha ceduto il 6,6%: il peggior ribasso europeo, nonché la più grossa perdita dell’anno. Lo spread tra Btp e bund tedeschi però non è salito ed è a quota 290 punti base. A far crollare i mercati sono state soprattutto le voci circolate sul finire della giornata di un possibile declassamento della Francia, che potrebbe perdere la tripla A come l’America pochi giorni fa. “‘Palazzo Letta’ ha scoperto le carte: Consiglio dei ministri entro il 18 agosto per un decreto legge che anticipa al 2013 il pareggio di bilancio, tre tavoli tematici su lavoro, infrastrutture, privatizzazioni e liberalizzazioni. Queste le indicazioni di massima che ieri il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, ha illustrato” alle parti sociali (Foglio, p. 1).

“Lo scenario prospettato da Letta è sembrato quasi tremontiano: servono scelte rapide, la situazione può precipitare, valutiamo tutte le ipotesi, ha detto in estrema sintesi il sottosegretario. Frasi troppo vaghe, secondo il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che non esclude lo sciopero generale. Eppure il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non è ricorso a perifrasi, esprimendosi in numeri: occorre ristrutturare la manovra che era stata abbozzata, il rapporto deficit-pil sarà del 3,8% quest’anno, tra l’1,5 e l’1,7 per cento l’anno prossimo, per arrivare al pareggio nel 2013″ (Foglio, p. 1).

Nell’incontro di ieri, duranto meno di due ore, il governo non ha ancora fornito dettagli sulle misure che verranno prese. Sono ancora da definire le ipotesi di interventi su assistenza, previdenza e fisco. “Sulle pensioni tra Cgil, Cisl e Uil c’è unanimità: non si devono toccare; posizione condivisa dalla Lega. Però dietro le dichiarazioni pubbliche, sottolineano nel governo, in particolare Cisl e Uil non si oppongono aprioristicamente a ulteriori azioni sulla previdenza. Ma a una condizione: che ci siano tagli corposi, netti e immediati sui costi della politica, delle strutture pubbliche centrali e periferiche, e degli enti statali” (Foglio, p. 1).

“Su un’eventuale prossima patrimoniale, al netto della prospettiva certa di un’aliquota uniforme al 20 per cento sulle rendite finanziarie, ambienti del Tesoro ricorrono a questo ragionamento: se lo spread s’impenna ancora a livelli inusitati, il maggior costo del debito pubblico è di fatto una patrimoniale sui conti; dunque in condizioni estreme sarebbe più opportuna una patrimoniale su chi ha di più che una patrimoniale sui conti pubblici. Ma i settori ritenuti più liberali del Pdl, di cui si fanno portavoce il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, e il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, bollano queste tesi come ‘socialiste’” (Foglio, p. 1).