Miserere, storie di cristiani perseguitati. E censurati: gli scout di Sua Maestà mettono da parte Dio

Quest’anno anche la piccola Charlotte diventerà una Brownie, però farà la nuova Promessa. Quella che dice di essere fedeli non a Dio ma a se stessi

Pubblichiamo la quarta puntata di “Miserere”, la serie realizzata da Franco Molon e dedicata ai cristiani perseguitati. Dopo i due racconti di MegapuraHoms e Asomatos, ecco una storia ambientata nel Regno Unito.

Il profumo di bacon riempie il mattino e la cucina dei custodi di Foxlease. La giornata è radiosa, proclama l’inizio della bella stagione e, con essa, l’arrivo del primo gruppo di Guide per il campo estivo. Margaret ed Edward terminano la colazione con il cuore già pieno dell’ondata di energia che cinquanta ragazze adolescenti rovesceranno, da lì a qualche ora, sulla pace della tenuta. È tanto che attendono il ritorno della vita tra le querce del parco.

«Vado a mettere la carta igienica nei bagni» dice la donna alzandosi per raccogliere le stoviglie dal tavolo e deporle nel lavello.

«E io a finire il rinoceronte» le fa eco il marito incamminandosi verso il grande bosso che cresce vicino al cancello d’ingresso, da dove si può tenere sott’occhio la curva dalla quale sbucherà il pullman da Londra.

Impugnato il forbice Edward si dedica a rifinire la grande sagoma dell’animale che ha scolpito nella siepe. Ha sempre amato quell’arte, da quando, ancora ragazzo, un esperto giardiniere gli rivelò il segreto di quei telai in fil di ferro nascosti sotto il fogliame e usati come guida alla potatura. Da allora non ha mai smesso di creare figure sempre più grandi e sempre più sorprendenti. Grazie alle sue mani e alla sua fantasia il parco della tenuta di Foxlease è diventato un giardino africano con la spettacolare giraffa disegnata dentro il cipresso più alto, una famiglia di leoni nei cespugli di tasso e l’ippopotamo scolpito nel lauro vicino allo stagno. Ora anche il rinoceronte è terminato e, fra un paio d’anni, sarà pronto il capolavoro della vita: un elefante colossale.

Quando ormai manca poco a mezzogiorno l’autobus, con le ragazze che si sbracciano da dietro i finestrini, imbocca il viale d’accesso. Edward, sorridente, risponde al saluto agitando il forbice in aria; poi riprende il lavoro mentre la direttrice accoglie le nuove arrivate, in piedi davanti all’entrata, con la divisa piena di decorazioni.

Con pazienza il custode continua a spuntare foglie e piccoli rami che attentano alla perfezione del corno fino a quando l’arrivo in corsa di due ragazzine urlanti lo costringe a voltarsi.

«Edward, Edward! Sono tornata!» grida la più grande allargando le braccia e il sorriso.

«Lindsay!» esclama l’uomo ricambiando la gioia dell’incontro con un abbraccio. «Non immaginavo saresti tornata già alla prima settimana. Di solito vieni ad agosto».

«È vero, ma quest’anno andiamo in vacanza in Portogallo e per niente al mondo avrei perso il campo. Così ho convinto i miei a mandarmi prima. C’è anche mia sorella» aggiunge la ragazza spingendo avanti la più piccola. «Le ho raccontato tante volte degli animali che scolpisci».

«Buongiorno signorina» dice il custode porgendo la mano con divertita cerimoniosità. «Io sono Edward, lo scultore di animali, e tu?».

«Charlotte» risponde la bambina con una punta di timidezza.

«Davvero un nome bellissimo, e dimmi, ti piace il mio rinoceronte?».

«È super, mega fantastico!», esclama la piccola abbagliata dalla perfezione dell’opera e dall’entusiasmo della giornata.

«Sai Edward – riprende Lindsay  – quest’anno Charlotte farà la Promessa, diventerà anche lei una Brownie».

«Accidenti!» sottolinea il custode. «Un impegno importante quello di amare Dio e servire la regina e il paese».

«No» risponde la grande. «Quella è la vecchia Promessa. Charlotte farà la nuova Promessa, quella dove non c’entra Dio. Quella che dice di essere fedeli a se stessi. È cambiata da quest’anno, non lo sapevi?».

«Per la miseria! Questa mi è nuova. Deve essere che qui nell’Hampshire le notizie arrivino in ritardo. Pensate che un bifolco come me è ancora convito che quello di amare Dio sia l’unico motivo accettabile per fare un rinoceronte».

A partire dal 1° settembre 2013 l’Associazione delle Guide del Regno Unito modificherà la “Promessa” che ogni bambina e ragazza pronuncia quando entra a far parte del movimento scout. Non si dirà più «prometto che farò del mio meglio per amare Dio e per servire la Regina e il mio paese». Si dirà invece «prometto che farò del mio meglio per essere fedele a me stessa, per sviluppare i miei convincimenti, per servire la Regina e la mia comunità». Lo ha deciso una consultazione cui hanno partecipato 42.000 iscritti all’Associazione.

In questo video Gill Slocombe, capo delle Guide del Regno Unito, spiega i motivi del cambiamento della promessa.