Esserci
Tutto è compiuto
Tra poco ce ne dimenticheremo.
Non i genitori, i fratelli e le sorelle, gli amici più cari dei ragazzi di Crans-Montana. Ma noi sì.
Ci sono state delle colpe. E verranno a galla. Molti lo chiedono. Ma la giustizia non è in grado di rispondere alle domande più profonde. Quelle di significato.
Né la giustizia, né la psicologia, né tutto il nostro ingegno possono risolvere il problema del Destino.
Un abisso chiama l’abisso, dice la Bibbia; e un abisso di strazio come questo può trovare ricovero e corrispondenza solo nell’abisso misterioso di amore che viene dalla Croce, quando Cristo, al culmine dell’agonia, con il sapore acre dell’aceto ancora in bocca, esclama: «Tutto è compiuto».
Tutto è portato a compimento.
Non lo dice solo per sé, ma per ogni creatura umana, per noi e per ciascuno di noi.
Da soli non sappiamo risolvere la vita.
Con Cristo ogni creatura, avesse vissuto anche solo un secondo, è portata a compimento.
Per non dimenticare c’è da stare legati a Cristo, al Suo Corpo presente, che è la Chiesa, e dare la nostra vita come Lui dà la sua.
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