Tentar (un giudizio) non nuoce

Un’amicizia antica sulla rotta dell’America Centrale

Di Raffaele Cattaneo
15 Novembre 2025
Il Costa Rica è un paese stabile, felice e ricco di sorprese. Ha una manifattura avanzata e investire qui è conveniente. Scoprirlo o ri-scoprirlo conviene anche a noi
Foto di Atanas Malamov su Unsplash

Questa settimana ho incontrato l’ambasciatore del Costa Rica in Italia, Istvan Alfaro, e ho partecipato a un forum economico a Milano per presentare le opportunità di questo Paese. Il Costa Rica nella mia memoria evoca luogo che somiglia a una promessa di un Paese che molti immaginano come fuga e come approdo. Spiagge che respirano al sole. Una vita che non chiede nulla. Il mantra del Paese è una parola che sembra un sorriso, “Pura vida”. Dentro quella parola sento un modo di stare al mondo senza ferirlo.

Fino ad alcuni anni fa il Costa Rica era in cima agli indici che provano a misurare la felicità e la qualità della vita e tuttora rimane ai primi posti. È un Paese politicamente stabile, fatto piuttosto raro in America Centrale, con un’economia che cresce del 3,5 per cento e un sistema aperto agli investimenti e al commercio. Nel tempo si è trasformato da un’economia agricola a un luogo dove si sviluppano imprese di manifattura avanzata, in particolare nel settore chimico, farmaceutico e biomedicale.

Gli incontri di questi giorni mi hanno fatto riflettere, oltre che richiamare l’immagine di un territorio ricco di biodiversità, considerato un paradiso del turismo attivo, dove vivono centinaia di specie di flora e fauna nelle foreste tropicali e dove si intrecciano ecologia, natura e sport amati dagli italiani.

Ben più di banane e caffè

Mi hanno fatto riflettere perché con questo Paese relativamente piccolo, poco più di cinque milioni di abitanti, la metà della Lombardia, e un Pil pari a circa un quinto di quello lombardo, l’Italia condivide una storia di amicizia molto lunga. Siamo stati per anni un partner di riferimento culturale, di stile di vita e persino gastronomico. Vale la pena ricordare come furono centinaia di tecnici e operai lombardi, alla fine dell’Ottocento, a contribuire alla costruzione della prima ferrovia, portando il treno nel Costa Rica e collaborando alla realizzazione del teatro della capitale.

In tempi recenti imprenditori italiani hanno introdotto l’idea delle zone franche, che ha avuto grande successo. Oggi il Costa Rica ospita decine di queste aree nelle quali investire è particolarmente conveniente. Le imprese straniere che portano investimenti diretti dai 100 mila dollari in su godono della completa detassazione: zero tasse sul reddito, zero Iva e nessun diritto doganale. Un quadro di incentivi stabile che ha permesso al Paese di trasformarsi da esportatore agricolo a esportatore di prodotti ad alta tecnologia per circa il 90 per cento delle proprie vendite all’estero. Insomma, oggi il Costa Rica è ben più di banane e caffè.

C’è un’altra caratteristica che merita attenzione. Nel 1949 il Costa Rica decise di rinunciare all’esercito. Oggi non ha spese militari e garantisce la sicurezza attraverso una rete di alleanze, a cominciare da quella con gli Stati Uniti. Questa scelta, maturata anche alla luce della storia dei Paesi vicini segnati da dittature e guerriglia, ha consentito di destinare risorse significative alla sanità e all’istruzione. Il sistema sanitario pubblico è tra i più avanzati, nel quale il Paese investe quasi il 13 per cento del Pil, il doppio dell’Italia.

Vecchi amici da riscoprire

Queste riflessioni confermano un’intuizione che orienta le relazioni internazionali della nostra Regione. Abbiamo bisogno di ritrovare alcuni amici in un contesto in cui l’equilibrio geostrategico ed economico del mondo sta cambiando; Paesi che hanno sostenuto il nostro interscambio affrontano difficoltà diverse: i dazi negli Stati Uniti, la situazione economica interna della Germania, i problemi che hanno rallentato o bloccato gli scambi con Cina e Russia.

In questo scenario è utile riscoprire partner storici e l’America Latina come quella Centrale offrono territori ricchi di risorse e opportunità, con straordinarie bellezze naturali, la nostra religione, una cultura e uno stile di vita vicino al nostro. È un peccato che in Paesi come il Costa Rica l’Italia rappresenti poco più dell’1 per cento dell’interscambio e solo 82 milioni di euro di investimenti diretti, nonostante le condizioni favorevoli per aumentare investimenti ed export.

Che cosa lo impedisce? Forse una conoscenza ancora limitata di come questi Paesi siano cambiati e delle possibilità che offrono, non solo sul piano economico e turistico, ma anche per rafforzare alleanze con realtà che ci sono affini per cultura, religione e modo di pensare. Insomma, vecchi amici da riscoprire, a casa dei quali è bello andare e con cui è bene rinsaldare i rapporti!

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.