Cosa mi ha colpito della lettera di Lidia Macchi

Le reazioni di alcuni adolescenti al racconto che la ragazza fece del suo incontro con don Giussani. «È un grido alla vita»

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Abbiamo sempre scritto che “il caso Lidia Macchi” per noi non è mai stato solo un caso irrisolto di cronaca nera (e, per ora, rispetto a quel poco che ancora si sa, la pensiamo come suo fratello Alberto). Quando la sua vicenda è tornata alla ribalta con la riapertura delle indagini abbiamo pubblicato una sua lettera in cui la giovane descriveva il suo incontro con don Luigi Giussani e il movimento di Comunione e liberazione. La lettera ha cominciato a circolare e alcuni ragazzi hanno voluto condividere con la famiglia i propri pensieri. Qui di seguito ne pubblichiamo alcuni.  

La lettera di Lidia mi colpisce molto perché leggendola mi sono accorta che abbiamo le stesse domande, gli stessi desideri (ad esempio, essere felice). Io sono nella situazione che faccio finta di non avere quelle domande, e fingo che tutto vada per il meglio. Ma col cavolo che tutto sta andando per il meglio: a scuola faccio fatica e, nonostante abbia un carattere tenace, che non molla, mi sto un po’ demoralizzando perché penso proprio che sarò bocciata. Anche nelle amicizie faccio fatica, non ne ho di vere e solide. A scuola “vivacchio”, guardando ogni due minuti l’orologio e, pur continuando a ripetermi: “Adesso, cerca di ascoltare”, duro due minuti e poi torno a guardare l’orologio. Non mi gusto le ore anche se vorrei.
Insomma, come si sarà capito, va tutto male, eppure non ne parlo con nessuno perché non ho nessuno a cui dirlo. Ma io ci credo che c’è tra le foglie, che interpreto come fatiche, un pezzettino di cielo blu (la bellezza, la felicità…) anche se non riesco a vederlo. Vorrei le istruzioni per vedere quel cielo blu, non solo per un istante, ma capisco che il modo per vederlo è personale, dipende da persona a persona.
Mi sono rivista molto in questa lettera, e dunque mi ha colpito, perché nella lettera Lidia sembra una persona irrequieta, non soddisfatta in modo positivo, che non si accontenta di poco ma desidera sempre di più. Io sono esattamente così con un in più mille incertezze, dubbi, problemi…
Lettera non firmata

Io faccio fatica a commentare una lettera del genere, non riesco a dire nient’altro che grazie perché ogni volta che la leggo è una scoperta continua, è come se descrivesse anche il mio desiderio. È impressionante come lei si pone davanti alle cose, giuro che vorrei farlo anche io, vorrei troppo vivere ogni giorno come lo faceva lei. Quando leggo la lettera capisco semplicemente che voglio vivere intensamente, perché non sai mai cosa ti possa succedere, e le cose che ti sono donate sono grandiose solo che tu devi avere degli occhi ed uno sguardo pronto per vederle. E lei mi aiuta tantissimo a pormi con uno sguardo migliore verso la realtà… anche solo adesso che sto scrivendo la lettera a letto prima di dormire, so già che domani voglio vivere intensamente e con uno sguardo vero e profondo verso la realtà, che può essere verso lo sguardo dell’amico, verso il voto negativo o positivo, voglio solo affrontare qualsiasi cosa mi accada e viverla, voglio vivere, e quindi voglio soltanto ringraziare davvero Lidia perché mi aiuta a vivere con uno sguardo diverso la realtà.
Giacomo, 17 anni

La cosa che mi ha colpito di più della lettera di Lidia è che lei non nasconde il suo desiderio, ma anzi lo apre e ci lavora facendosi mille domande che gli permettono di affrontare la vita con eccezionalità. Quello che Lidia ha scritto nella sua lettera è ciò che desidero anche per me.
Tommaso, 17 anni

Mi colpisce in maniera profonda questa lettera, perché è un grido alla vita. Lidia fa capire tutto il bisogno dell’uomo in poche righe, il bisogno di essere felici e non dormicchiare ma vivere intensamente: gustarsi tutte le circostanze che ci capitano e vivere con una domanda grande poiché, come dice Lidia, io voglio fare un pezzettino di storia. A partire da un incontro che ti desta e ti fa desiderare qualcosa di grande da cui non vuoi più staccarti.
Luca 17, anni

Foto Ansa


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