Corea del Nord, il regime arresta 100 cristiani per presunti «contatti illegali con gruppi religiosi in Cina»

Secondo una fonte interna al paese, «il regime di Kim Jong-un vuole colpire come monito un sempre maggiore numero di individui per generare paura»

Circa 100 abitanti di Pyongyang sono stati messi sotto inchiesta dal regime stalinista della Corea del Nord per presunti «contatti illegali con gruppi religiosi in Cina». La notizia, diffusa da DailyNk, segue di poche settimane quella dell’arresto di altri 30 nordcoreani colpevoli di avere instaurato legami con cristiani stranieri.

«GENERARE PAURA». Secondo il sito con fonti all’interno del paese più chiuso del mondo, «il regime di Kim Jong-un vuole colpire come monito un sempre maggiore numero di individui per generare paura e aumentare il livello di condizionamento ideologico nella popolazione».
Secondo la fonte, «dopo aver spedito 30 persone nei campi di prigionia, altre 100 persone sono state interrogate dal dipartimento di Sicurezza di Stato. Molti di loro si sono recati in Cina quest’anno ma altri si erano recati là cinque o otto anni fa. Ancora non sappiamo se sono stati mandati nei campi di lavoro ma ci chiediamo se torneranno mai indietro». I 100 abitanti sono accusati di aver incontrato in Cina missionari cristiani, «se verrà appurato che questi missionari sono poi della vicino di sotto [Corea del Sud, ndr] saranno mandati nei campi di lavoro».

CRISTIANI PERSEGUITATI. Come confermato anche dall’inchiesta dell’Onu sulle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord, l’unico dio ammesso e venerato sotto il regime è il padre della patria Kim Il-sung e nessun’altra religione può contrastare il credo della Juche. Come affermato da diversi testimoni, «chi pratica una religione viene perseguito come un criminale». Il cristianesimo in particolare è paragonato «alla droga, ai narcotici, al peccato e all’invasione capitalista». I missionari sono paragonati in pubblico a «vampiri che succhiano il sangue».
Di tre cose vengono accusati i cristiani una volta arrestati: 1) Non adorare il leader ma un’altra ideologia; 2) essere spie di Stati cristiani come Usa e Corea del Sud; 3) essere responsabili del crollo del comunismo nell’Europa dell’Est e in Unione Sovietica.

SEIMILA NEI GULAG. Chi viene scoperto a pregare o in possesso di una Bibbia viene o fucilato senza processo o inviato in un gulag. Attualmente nei campi di sterminio nordcoreani ci sarebbero circa 6 mila cristiani. Da quando si è instaurato il regime nel 1953, nel paese sono scomparsi circa 300 mila cristiani anche se secondo stime di Open Doors «nonostante la pesante repressione, esiste un movimento crescente di chiese sotterranee che conta circa 400 mila cristiani» su una popolazione di 24,5 milioni di abitanti.