Coppia bianca di lesbiche fa causa alla banca del seme per la nascita della figlia di colore. «Gli altri la discriminano»

Le due donne avevano pagato 2.500 dollari per sei fialette di sperma ma è stata data loro quella “sbagliata”. Ora chiedono un risarcimento di almeno 50 mila dollari.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Nel meraviglioso mondo dei figli prêt-à-porter accade questo. Jennifer Cramblett, 36 anni, e Amanda Zinkon, 29 (nelle foto, tratte da Facebook), due donne lesbiche dell’Ohio unite in matrimonio dal 2012, hanno fatto causa a una banca del seme dell’Illinois cui si erano rivolte per avere una bambina. Questo perché la piccola è di colore, anziché bianca, come da loro espressamente richiesto.
L’errore, a quanto si apprende, dovrebbe essere dovuto al fatto che alla coppia è stata data la fialetta numero 380 anziché la 330, che conteneva lo sperma di un donatore afro-americano, anziché quella di un uomo bianco.
A quanto pare, all’origine del pasticcio ci sarebbe l’errata lettura dell’etichetta, che era scritta a mano, non avendo la struttura un archivio digitalizzato. «Come hanno potuto fare un errore del genere su una cosa così personale?», ha detto Cramblett ai media statunitensi. Le due donne avevano pagato 2.500 dollari per sei fialette, ora chiedono un risarcimento di almeno 50 mila dollari.

IL TAGLIO DI CAPELLI. Jennifer e Amanda assicurano di amare molto Payton, la figlia che ora ha due anni, e che non la sostituirebbero con nessun altra al mondo. Tuttavia l’entusiasmo che le aveva portate a ordinare le fialette di liquido seminale ora si è tramutato in «rabbia, delusione e paura».
E qui sta, forse, l’aspetto più incredibile della grottesca vicenda. Le donne, infatti, dicono che la bambina è discriminata per il colore della pelle dai parenti e dagli abitanti del quartiere a stragrande maggioranza bianchi. Secondo il loro legale, quando devono tagliarle i capelli, sarebbero costrette «a recarsi in un quartiere nero, lontano da dove vive e dove non è la benvenuta».
Questo provocherebbe in loro grande stress, che probabilmente il risarcimento potrebbe attenuare.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •