L’acrobazia dialettica sulla «forza del diritto» da opporre a quella delle armi, l’inopportuna citazione del processo di Norimberga, il doppiopesismo sull’aggressione russa. Qualche appunto all’intervento incensato dalla stampa mainstream
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parla al Bundestag in occasione della cerimonia della Giornata del Lutto nazionale a Berlino, 16 novembre 2025 (foto Ansa)
La stampa mainstream ha incensato il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Bundestag nella Giornata di commemorazione del Lutto nazionale tedesco: il Corriere della Sera ha parlato di testo «alto e durissimo, per molti versi storico». Dagospia scrive di «un ceffone a Trump, Putin, Netanyahu». Ma l’intervento contiene le contraddizioni e il doppiopesismo ai quali il capo dello Stato ci ha abituato quando interviene sui temi di politica internazionale.
La forza del diritto e quella delle armi
Mattarella ha ribadito un concetto che gli è caro (ma non esclusivo: fa parte di una consolidata retorica a cui attingono personalità politiche di vario orientamento), quello secondo cui occorre «opporre la forza del diritto alla pretesa preminenza della forza delle armi». Per quanto l’espressione suoni bene, soprattutto all’interno di un discorso che giustamente ha esecrato gli orrori delle guerre passate e presenti, questa rappresenta soltanto un’acrobazia dialettica: il d...
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