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Congelamento ovuli per donne in carriera. «Così le dipendenti non sono più persone ma forza lavoro»

ottobre 17, 2014 Redazione

Il commento del giurista Alberto Gambino sul “benefit” offerto alle lavoratrici da Facebook e Apple. La rivista Forbes: «Un pegno di fedeltà all’azienda»

Permettere alle lavoratrici di congelare i propri ovuli, per avere il tempo di lavorare e poi, più in la negli anni, formare una famiglia. La nuova frontiera dell'”empowerment” di genere è sponsorizzata da Apple e Facebook. Le due aziende concederanno 10 mila dollari alle dipendenti che volessero mettere in freezer i propri gameti per diventare madri dopo aver fatto carriera.
«Questo la dice lunga sulle aspettative di un mercato tecnologicamente avanzato nei confronti dei propri lavoratori». Così ha commentato la notizia per Radio Vaticana il giurista Alberto Gambino, direttore del Dipartimento di Scienze Umane presso l’Università Europea di Roma. Secondo Gambino, questo “vantaggio” concesso alle lavoratrici di Apple e Facebook mostra «un orizzonte culturale veramente desolante» da parte delle due aziende.

CULTURA DELLO SCARTO. Secondo Gambino, il benefit per il congelamento degli ovuli dimostra che in queste aziende «i dipendenti sono più intesi come forza lavoro che non come persone in carne e ossa, che sono pronte, specie se donne, ad accogliere bambini». «Nel mondo del commercio – prosegue – nel momento in cui si mette in conto che anche la maternità è un peso per l’azienda, diventa normale che venga reso “prodotto”, come se fosse appunto una qualsiasi altra occasione di svago». Il bambino, invece, diventa «un oggetto dei desideri più che una persona portatrice di diritti». «Sullo sfondo – spiega il giurista – c’è il tema della maternità surrogata, cioè a dire a questo punto questo “fastidio”, perché così sembra, della maternità, viene dato ad altri e si ha soltanto, chiavi in mano, il bambino una volta nato. E non solo, forse sullo sfondo c’è anche un altro ragionamento: la donna quando è giovane serve per lavorare in queste grandi multinazionali della tecnologia, quando comincia ad avere un’età un po’ più avanzata, diventa scarto».

COME “BRAVE NEW WORLD”. Anche Forbes, prestigiosa rivista economica americana, commenta negativamente la decisione di Facebook e Apple. Per la giornalista J. Maureen Anderson, con questo “bonus” sembra che le aziende della Silicon Valley «stiano cercando di possedere, non solo i mezzi di produzione, ma anche i mezzi di riproduzione dei loro lavoratori». Una vecchia storia, secondo Forbes. «Fa un po’ troppo “New Brave World”», scrive Anderson, alludendo al libro fantascientifico di Aldous Huxley, dove la produzione in serie viene applicata anche alla riproduzione umana. La giornalista di Forbes osserva che, per ora, la sponsorizzazione della maternità “differita” «è un patto o pegno di fedeltà con la quale si afferma il primato del lavoro rispetto ad altre aree della tua vita: “Il lavoro viene prima di tutto e metterò i miei ovuli nel ghiaccio per dimostrarlo”». «Qual è il prossimo passo? – si chiede la Anderson – Sponsorizzare per i dipendenti più giovani di sesso maschile una vasectomia volontaria che possa essere invertita una volta superata la soglia dei 40 anni o di uno stipendio a sei cifre?».

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19 Commenti

  1. Ale says:

    Apple e Facebook dimostrano di essere aziende che pensano alla felicità delle proprie dipendenti. iNVECE di mettere in cassaforte la FIRMA DELLE DiPENDENTI SU FOGLIO IN BIANCO ( che alcune aziende facevano in passato, speriamo solo in passato) che sappiamo come usavano alcuni ddl , mette in cassaforte la possibilità delle proprie dipendenti di realizzarsi anche come madri, una volta raggiunta la sicurezza economica ed affettiva con un partner, e fa ciò offrendo la crioconservazione degli ovuli . Mi sembra ottimo. Dopo i 30-35 la fertilità femminile inizia a calare e purtroppo è sempre più questa l’età in cui si pensa di cercare un figlio, prima ,tra studio e ricerca di un lavoro stabile, è quasi impossibile focalizzare l’attenzione in tal senso. Quindi che male c’è nel permettere a donne di 25 anni appena uscite dall’università o anche prima ancora a ragazze ventenni di crioconservare i propri ovociti per affrontare un giorno la gravidanza con la serenità di potersi prendere cura del bambino, sia economicamente che affettivamente, in modo sereno, senza l’affanno di un lavoro precario o di una disoccupazione ?! Tutto quello che porta ad una maggiore autonomia dell donna per voi è da combattere. È questo la dice lunga. Donna ubbidisci e sottomettiti. Quest’ultimo concetto potrebbe essere utilizzabile solo se dall’altra parte ci fossero sempre uomini fedeli , sinceri che non lascerebbero mai la donna o compagnia con la quale mettono al mondo figli..purtroppo questo non accade sempre , per cui ben vengano queste offerte da aziende sensibili al valore di avere donne come dipendenti. Altrimenti si sa tutti che tante rinunciano o alla carriera o ai figli.

    • Ste says:

      Forse in altri casi potrei darti ragione, ma in questo caso mi sembra che la donna voglia solo maggior autonomia rispetto alla donna…
      La gravidanza è estremamente complessa; non è solo un fattore di ovuli, il corpo cambia dopo i 35 anni, e portare avanti una gravidanza diventa più rischioso.
      Le aziende sensibili alle donne permettono alle loro dipendenti di avere figli nel tempo giusto per la biologia, dando aiuti economici (o garantendo il posto di lavoro), facendo nursery (cose che negli anni ottanta esistevano nelle aziende italiane), e non sottomettendo le donne al mercato (lavoratrice sottomettiti e e ubbidisci).
      Quanto agli uomini fedeli, il problema c’è e esiste, e questo è un problema molto grave dal mio punto di vista, però esiste anche per le donne fedeli… E allora che dobbiamo fare? Chiuderci in casa ed evitare di metter su famiglia? Gli uomini fedeli esistono (sono sempre esistiti), basta cercarli

      • Ale says:

        Ok ma la percentuale di donne che a 25 anni pensa di mettere su famiglia è veramente bassa ed infatti ciò si realizza in media sui 30-35 anni, proprio quando cala la fertilità. Ti sottolineo che ho sia amiche laureate sia non laureate ed in entrambi i casi la media dell’età scelta per fare figli si è spostata sui 30-35 anni ed oltre. Le nuove generazioni di ventenni sono ancora più precarie quindi perché non sfruttare questa opportunità. Trovo meglio investire dei soldi in tal senso piuttosto che in seni rifatti o liposuzioni, visto che ci sono ragazze che come regalo di fine scuola si fanno regalare ciò. Se poi è un’azienda che assume una ragazza, appena uscita dall’università di 25 anni, ben venga perché appena assunta spesso una persona è concentrata sul nuovo lavoro piuttosto che sulla ricerca dell’altra metà con cui fare una famiglia. Quindi ripeto ben vengano tali iniziative.

        • Fran'cesco says:

          Gia’, al primo posto il lavoro, la carriera … i soldi
          all’ultimo invece la persona, anzi al penultimo perche’ all’ultimo ci stanno sempre i figli.

          convengo, “orizzonte culturale veramente desolante”

          • giovanno says:

            Mi pare logico. Chi riesce ad essere assunto da Apple per forza mette soldi e carriera prima di tutto; quelle che mettono l’avere figli prima di tutto, di assolutamente qualsiasi cosa, fanno le casalinghe o lavori meno qualificati.

          • giovanno says:

            Mi pare logico, se una non avesse interesse per i soldi e mettesse il fare figli prima di qualsiasi altra cosa non si impegnerebbe a fare carriera in Apple…

        • giovaña says:

          Dipende dalla costituzione e dallo stato di salute della singola persona. Una donna di costituzione resistente e atletica può sopportare la gravidanza anche a 40 anni, mentre le donne di costituzione fragile neppure a 20. Io poi conosco molte che sono rimaste incinte a 38-40,per lo più senza volerlo, questa storia del declino della fertilità a 35 anni non è da prendere troppo sul serio, la premenopausa normalmente inizia dopo i 45 anni.

          • Ale says:

            @Giovanno ?? una donna di 20-25 anni ha ovuli molto migliori di quando ne ha 35-40 ovvero invecchiano con l’organismo, per processi di ossidazione , per cui pur essendocene, anche in abbondanza sono meno vitali e la probabilità di gravidanza ovvero di impianto e sviluppo fino a bimbo in braccio calano a picco dopo i 35-37 anni. Per cui ben venga questa possibilità per le ragazze di 20-25 massimo 28-30 anni . Questo ridurrebbe il ricorso all’eterologa. Invece va presa molto sul serio la riduzione di fertilità e vanno aiutate le donne giovani che vogliono subito fare un figlio come quelle che scelgono la crioconservazione degli ovuli a 20-25 anni in attesa di trovare la persona con cui metter su famiglia ed il lavoro adeguato. Io non ci guadagno niente, perché ahimè non ho più venti anni, ma vorrei che altre ragazze un giorno non si trovino a vivere la difficoltà che ho affrontato io ed tante altre come me . Per cui assolutamente sì per la crioconservazione degli ovuli. Poi non è che vengono tolte le ovaie per cui quella persona può anche averli lo stesso dei figli, senza far ricorso a quelli crioconservati, ma con tale possibilità si ritrova ad avere gli ovuli dei 20-25 anni a 30-35 o 40 anni. Certamente non aspetterei i 50 anni . Ma fino a 40 anni hai l’energia per seguire un figlio, logicamente non oltre i 45-50 anni per ragioni fisiologiche.

      • giovanno says:

        Dipende dalla costituzione e dallo stato di salute della singola persona. Una donna di costituzione resistente e atletica può sopportare la gravidanza anche a 40 anni, mentre le donne di costituzione fragile neppure a 20. Io poi conosco molte che sono rimaste incinte a 38-40, e senza volerlo e senza neppure aver fatto carriera; questa storia del declino della fertilità a 35 anni non è da prendere troppo sul serio, la premenopausa normalmente inizia dopo i 45 anni; forse se una donna a 35 anni ha difficoltà a concepire molte volte è possibile che avesse problemi anche prima.

  2. Nino says:

    Io la crioconservazione degli ovuli (che si sa, più si è giovani, e feconde, più sono “buoni”) la paragono alla legge 194. Ovvero dovrebbero essere disposizioni temporanee volte a salvaguardare la donna nell’attesa che le condizioni per le quali la donna vi ricorre vengano eliminate.

    Quindi va bene, se nel frattempo si mettono in atto delle azioni per far si che la donna possa scegliere di avere un figlio a 25 anni senza per questo essere penalizzata rispetto all’uomo. Quindi non soluzione definitiva, ma soluzione tampone

    • Fran'cesco says:

      Nino, poi dici a me di non buttarla in caciara… la 194 e’ eliminazione di embrione.
      E non e’ temporanea.

      • Nino says:

        @Fran’cesco, se tutte le gravidanze fossero consapevoli e desiderate, la 194 diventerebbe inutile. Se tutte le donne potessero procreare da giovani il congelamento diventerebbe inutile. Non l abutto in caciara

  3. Angelo says:

    Le femministe sicuramente stanno stappando bottiglie di chiampagne per festeggiare tale notizia.
    Sempre più SERVE DEL SISTEMA, ormai esultano quando il padrone concede nuovi progressi tecnologici per legare anche loro alle macchine e al “mercato”.
    Per le femministe, 5° colonna “culturale”, è sempre bello vantarsi di questi “vantaggi del progresso” , soprattutto quando rendono felici i loro padroni che hanno comprato il loro cervello e la loro lingua per diffondere come giusti e sani i diritti del “Mondo Nuovo” di “Huxleyana” memoria. Sarebbe bellissimo veder sfilare le femministe con le loro “conquiste culturali”.
    Sarebbe bellissimo vederle sfilare per le strade inneggiando ai libri pedo.pornografici nelle scuole, i manuali di sesso per i bimbi di asili ed elementari, per il genitore 1 e 2 , per il genere neutro, per il linguaggio neutro, per il terzo sesso sui documenti. Loro hanno scritto queste schifezze e loro si ergono a “paladine della giustizia”.
    Dovrebbero sfilare nelle strade, dovrebbero informare le loro amiche non femministe della lotta che stanno facendo anche “per il bene loro”…
    Chissà come reagirebbero le persone nel vedere le “Filomene” di turno, baldanzose e “boldrine”, con il loro radical chic, i loro occhialoni, sfilare per le strade con i libri che hanno “illuminato” le nostre scuole ed università…
    Comunque, le femministe di oggi si stanno tramutando in “anti omofobe”, imparate a riconoscerle: hanno perso ETICA, LOGICA E MEMORIA. Naturalmente esistono anche appartenenti maschili del femminismo, però, giusto per non turbare il loro genere ho deciso di includerli nel femminile, tanto a loro fa piacere essere “i nuovi Kapò”, giusto “professora” Filomena?
    Come sempre, aspetto nuove spiegazioni, vivo in un luogo “oscuro”…

  4. Lela says:

    Qui tutti a discettare del fatto che una possa o meno affrontare bene una gravidanza a 35-40 anni…signori non è questo il problema! I bambini mica restano neonati (l’impegno per curare i quali è sopravvalutato, è la parte più facile!) per sempre, a un certo punto crescono, parlano, giocano e corrono! Si riesce a stare dietro a un bambino argento vivo di 8 anni avendone 50???
    Certo che si, si è sempre fatto! Ma il figlio partorito a 40 anni, nel migliore dei casi, non era il primo ma il quarto!
    Fare il primo figlio a 40 anni è come voler giocare in serie A a 35 anni avendo giocato per tutta la vita a calcio a 5 coi colleghi…per forza poi rimane figlio unico. Per ogni cosa ci vuole allenamento.

  5. Lela says:

    In una società di software non c’è mensa. I dipendenti si portano il pranzo da casa, ma l’orario a un certo punto è tale per cui dalle 7 del mattino alle 3 e mezza non sono ammesse pause di alcun genere. Non si può uscire a pranzo, nè consumare quello portato da casa (che dopo così tante ore va a male) pena ripercussioni di carriera. Il datore di lavoro si rende conto però che i dipendenti provano un disagio: “allegria, signori! L’azienda ha appena acquistato dei magnifici frigoriferi (dall’azienda di mio cugino) per conservare i vostri pranzi, e permettervi poi di riscaldarli al microonde (sempre della ditta di mio cugino) e mangiare alle 4 del pomeriggio!”.
    Cambiare l’orario di lavoro e renderlo più umano inserendo una pausa pranzo, non retribuita, perché i dipendenti possano mangiare quando sono affamati senza ripercussioni di sorta? Naah, non ci guadagna il datore di lavoro e non ci guadagnerebbe suo cugino.
    Aprire la mensa aziendale accessibile dalle 12 in poi, senza che il dipendente abbia ripercussioni? Naaah, non ci guadagna il cugino e il datore non ci guadagna e deve pure pagare il pasto ai dipendenti!
    Chissà se i sindacati osannerebbero altrettanto la lungimiranza di chi compra il frigo aziendale…

    • Nino says:

      @Lena, è esattamente il mio ragionamento, i frigoriferi vanno pure bene, se è solo per il tempo di riorganizzare l’orario di lavoro, come soluzione tampone e non come “La Soluzione”

      • Lela says:

        Nessuno ha intenzione di “riorganizzare l’orario”, Nino. Se lo facessero, non ci guadagnerebbe nessuno. Ci sono dei giri di soldi pazzeschi, delle persone non importa a nessuno, sono solo parole.

        • Ale says:

          @Lela lavori per Facebook o per Apple?? Sei la classica persona che quando lavora si lamenta perché il lavoro usura e gli ruba tempo prezioso e poi se non lavora, perché le aziende chiudono, “pretende” che gli venga dato un lavoro?!

          • Lela says:

            La tua frase irrispettosa e priva di logica è spiegabile solo con il fatto che tu non abbia capito che la mia era una metafora…mi sembrava chiara. Nino l’ha capita, infatti con lui si può parlare civilmente senza sentirsi insultare a caso. Saluti

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