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Parole perse / Comunità, le relazioni che ci salvano dal ridurci a «persone di massa»

Di Pier Paolo Bellini
05 Settembre 2025
Quanto più il soggetto vive legami personali, tanto più sviluppa capacità di fiducia e indipendenza, osserva Mannheim. «Sono ciò che è l’infanzia per una persona; abbisognano di protezione»

«Che vita è la vostra se non avete vita in comune? Non esiste vita se non nella comunità«». Quasi cento anni fa, Eliot registrava un cambiamento del vivere civile. Con strumenti di analisi diversi, Karl Mannheim analizzava lo stesso fenomeno: «Nella prima infanzia, noi viviamo tutta la nostra vita entro gruppi organici. Essi operano a tutti i livelli dell’io, forniscono le radici di un carattere e di un sentimento di appartenenza e di stabilità. L’indebolimento di questi organismi primari conduce all’eccitabilità della persona “di massa”». Una prima osservazione: la persona, scollegata dalla sua comunità diventa “eccitabile”, “instabile”, cioè manipolabile. Mutamento Per questo motivo, «una società democratica, dovrebbe non solo lasciare le relazioni primarie e personali libere da ogni irregimentazione, ma anche usare la sua autorità per assicurare la loro libertà. La libera scelta delle amicizie personali nella vita privata, l’inviolabilità della vita familiare e delle sue tradizioni,...

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