Ora è chiaro: il Comune di Milano vuole fare chiudere le scuole paritarie

Dopo un lungo tira e molla la giunta Pisapia taglia i fondi alle paritarie e aumenta di dieci volta la Tares. Il comunicato delle associazioni

Il Comune di Milano ha dei seri problemi a far quadrare i conti. Nei giorni scorsi, il vicesindaco Lucia De Cesaris è addirittura giunta a scrivere via twitter a papa Francesco per chiedergli di intervenire contro l’opposizione che, a suo dire, ostacolerebbe il sostegno minimo ai poveri della città. Sarà. Intanto, però, il Comune fa cassa a spese delle scuole paritarie. Oggi è stato diffuso un comunicato firmato dalle principali associazioni che hanno a cuore la libertà educativa del nostro paese che, dopo un lungo tira e molla con Palazzo Marino, si sono viste decurtare il sostegno sulle derrate alimentari. Non solo. Con l’aumento della Tares, la loro stessa esistenza è messa pericolosamente a rischio. Ecco di seguito il comunicato.

Dopo l’apertura del tavolo politico-tecnico avviato dal mese di settembre presso il Comune di Milano tra l’Assessore Cappelli, i funzionari comunali e i rappresentanti delle Associazioni delle scuole paritarie, per rinnovare la convenzione con le scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata, ad oggi è stato raggiunto un unico risultato: la conferma, per il corrente anno scolastico, della fornitura gratuita delle derrate alimentari. 

La volontà delle Associazioni di venire incontro alle difficoltà di bilancio di un particolare anno – il 2013 – in cui versano i Comuni, è stata ampiamente dimostrata chiedendo alle scuole di assumere in capo alla loro gestione il mancato contributo relativo al funzionamento, per un totale di 550.000 € erogati sino allo scorso a.s.

In merito alla stesura di un nuovo testo di convenzione, dopo aver condiviso intenti e principi di alto valore, la proposta del Comune per l’a.s. 2014/2015, come ci è stata comunicata nel corso dell’incontro del 12/12 u.s. punta a ridurre l’intervento economico a circa un terzo di quanto previsto dalla Convenzione dello scorso anno scolastico destinando, alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata, il beneficio delle derrate, secondo lo stesso sistema di contribuzione a fasce di reddito in vigore per le scuole dell’infanzia comunali.

Questo non solo riduce il contributo economico, ma non riconosce il valore pubblico del servizio offerto e nega nei fatti una libera scelta educativa da parte della famiglia. 

Oltre a quanto sopra esposto, nella giornata di venerdì 13/12 alcune scuole hanno ricevuto una comunicazione relativa al pagamento della TARES (con scadenza il 16/12), trovandosi la sorpresa di importi quasi decuplicati rispetto agli anni precedenti, nonostante al tavolo tecnico si stava discutendo una proposta, già in vigore presso altri comuni, secondo la quale le scuole paritarie contribuissero nella stessa misura di quanto lo Stato paga per le proprie, conteggiando una quota a studente.

Confortati dai principi che abbiamo condiviso con l’Assessore Cappelli e i funzionari comunali sin dall’avvio dei nostri lavori, il 23/09/2013:
1) tutti i bambini sono uguali e devono godere delle stesse opportunità educative;
2) è necessario avere più cura verso le fasce più deboli della popolazione;
3) le scuole dell’infanzia paritaria della città di Milano fanno parte del sistema pubblico integrato e svolgono una azione sussidiaria,
come richiestoci dal Comune, in data odierna abbiamo formalizzato la nostra proposta in merito al nuovo convenzionamento, poiché riteniamo inadeguato quanto proposto nel corso dell’incontro del 12/12 u.s., sia per la parte relativa ai principi condivisi sia per la parte economica.

La proposta presentata dalle Associazioni ricalca l’impostazione, i termini e la quantificazione della Convenzione recentemente firmata a Bologna (post referendum), ritenuta anche dal Comune modello condivisibile, ed indica il valore economico minimo utile a garantire la sopravvivenza delle nostre Istituzioni: un contributo a sezione, modulato in base alle rette applicate dalle scuole paritarie e derrate alimentari per tutti i bambini. 

Come Associazioni restiamo certi che proseguire in un dialogo trasparente e costruttivo possa favorire un confronto nella speranza di poter collaborare per l’unico diritto che è a rischio quello cioè dei bambini, dei ragazzi, delle loro famiglie e della societas al fine di superare ogni discriminazione di carattere economico.

Crediamo però che ora sia necessario un intervento deciso da parte dell’Amministrazione Comunale perché i principi, più volte sostenuti ed espressi di un SISTEMA PUBBLICO INTEGRATO e dell’UGUGLIANZA DI TUTTI I BAMBINI, trovino vera applicazione concretizzandosi in una scelta come affermato dal sindaco di Bologna: È questo modello che permette di avere qualità educativa diffusa e di non lasciare a casa i bambini quando i tagli del governo diventano insostenibili. Va detto senza ambiguità: è questa per noi la scuola pubblica, non un’altra che non c’è. I bambini sono tutti uguali e stanno al primo posto. Questo è il compito civico del Comune. Noi non vogliamo una società senza cuore affidata alle strumentalizzazioni e alle dispute ideologiche..

Solo questo permetterà di evitare la chiusura di scuole non più in grado di sostenere la gestione, con conseguente impoverimento dell’offerta formativa, forte incremento della già esistente lista di attesa o dell’inevitabile onere economico che il Comune di Milano si troverebbe costretto a sostenere in misura ben superiore.

Milano, 19 Dicembre 2013

Le Associazioni firmatarie
A.Ge.S.C. Associazione Genitori Scuole Cattoliche
Amism – FISM, Associazione milanese scuole materne,
Aninsei
CdO Opere Educative
Comitato Politico Scolastico Faes
Associazione Famiglia e Scuola Fidae
Federazione Istituti di Attività Educativa Lombardia