Dare soldi alle scuole paritarie è un bene per tutti. Comune di Buccinasco smentito dalla Corte dei Conti

La Corte dei Conti risponde a tono alla richiesta del sindaco Giambattista Maiorano (Pd), che non vuole finanziare l’asilo parrocchiale “Don Stefano Bianchi”. Ma i soldi per gli animalisti “Tom e Jerry” li trova.

Il comune di Buccinasco può finanziare l’asilo parrocchiale con tutti i contributi di cui ha bisogno. Lo dice persino la Corte dei conti, interpellata in merito dal sindaco Giambattista Maiorano (Pd), che ha richiesto ai giudici un parere circa il finanziamento alla scuola materna “Don Stefano Bianchi”. Con buona pace dell’ex commissario straordinario Francesca Iacontini che, a marzo 2012, aveva attuato una significativa sforbiciata alla storica convenzione voluta nel 1982 da una giunta di sinistra e che garantiva ai genitori un’effettiva parità di scelta fra scuola paritaria e statale. Con la conseguenza che le rette sono inevitabilmente raddoppiate e che l’istituto ha dovuto chiudere una classe. Questo ha portato a gravi disagi sia per la collettività che per l’istituto, che con quei soldi pagava anche insegnanti, mensa, riscaldamento, gestione ordinaria e straordinaria (con un risparmio per alunno di oltre 3 mila euro rispetto agli asili statali). Le sole strutture pubbliche, infatti, non riescono a garantire tutti i posti necessari alla comunità cittadina di Buccinasco.

UN BENE PER TUTTI. La Corte dei Conti, con parere 503/2012, ha riconosciuto il principio generale secondo cui «se l’azione è intrapresa al fine di soddisfare esigenze della collettività rientranti nelle finalità perseguite dal comune», allora «l’erogazione di un finanziamento non può equivalere a un depauperamento del patrimonio comunale». E questo «in considerazione dell’utilità che l’ente o la collettività ricevono dallo svolgimento del servizio pubblico o di interesse pubblico effettuato dal soggetto che riceve il contributo», in questo caso l’asilo parrocchiale.

GESTORE PRIVATO? NON CONTA. La Corte ha poi chiarito che, sul piano della «qualificazione soggettiva del percettore del contributo comunale», è «indifferente» la «natura pubblica o privata del soggetto che riceve l’attribuzione patrimoniale», in quanto a contare è «lo scopo del finanziamento medesimo, il quale deve essere orientato a perseguire i fini dell’ente pubblico», in questo caso garantire il diritto all’istruzione dei bambini di Buccinasco e l’effettiva libertà di scelta ai loro genitori, riconosciuti anche dalla Costituzione agli articoli 33 e 34. In tal senso, «non sussistono preclusioni alla possibilità di erogare contribuiti alle scuole materne non pubbliche al fine di assicurarne il funzionamento», ribadisce, infine, la Corte.

ADESSO COSA SUCCEDE? Giunti a questo punto, la palla torna nelle mani del sindaco e della giunta, che dovranno decidere sul da farsi. Ad oggi, infatti, si sta ancora lavorando alla nuova convenzione, ma le premesse non sono affatto buone. La convenzione provvisoria, della durata di un solo anno, prevede uno stanziamento fisso annuo molto più basso rispetto al precedente: poco più di 30 mila euro più 500 euro per alunno e un ulteriore contributo mensile compreso tra gli 80 e i 140 euro per alunno, a seconda della fascia di reddito dei genitori. E come se non bastasse, la parte variabile del contributo è legata al completo riempimento degli asili statali: cioè, se rimangono spazi vuoti nelle aule statali, il contributo è ridotto del 50 per cento e addio parità scolastica. L’antica convenzione, invece, che aveva sempre coperto le differenze tra le rette pagate dai genitori e le spese rendicontate dall’asilo (permettendo così di mantenere rette pari a 57 euro mensili e garantendo l’effettiva parità di scelta) era giunta a stanziare fino a 570 mila euro per un solo anno.

CONTANO PIÙ TOM E JERRY. Le nuove modalità di finanziamento hanno determinato il rapido e consistente aumento delle rette, oltretutto in un momento di forte crisi economica, e difficilmente consentiranno all’asilo di sostenere le spese di gestione ordinarie e straordinarie. Ma intanto l’amministrazione comunale ha trovato 310 mila euro per l’ampliamento delle aule della scuola materna statale di Via dei Mille; 220 mila euro per la sistemazione del giardino della scuola di via Mascherpa (una cifra da sola pari alla metà di quello che ogni anno il comune spende per la manutenzione del verde di tutta Buccinasco!); 150 mila euro per i nuovi spogliatoi della palestra di Robbiolo; e fondi per riqualificare la piazza di via degli Alpini e la Caserma dei Carabinieri (140 mila euro), la piazza di via Manzoni (80 mila euro) con percorsi pedonali e giochi per bambini e anche per sostenere l’associazione a tutela degli animali, intitolata a Tom e Jerry (5 mila euro). Almeno loro possono dormire sonni tranquilli. I bambini di Buccinasco, invece, ancora no.