Colpo di Stato fallito in Turchia. Almeno 90 morti, 1500 arresti

Il presidente Erdogan ha sventato il golpe dei militari, ma ora è più debole

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È stato sventato in Turchia un colpo di Stato in Turchia.  Ieri intorno alle 22 una parte consistente dell’esercito, almeno a giudicare dal modus operandi, ha occupati i centri nevralgici del paese, costringendo il presidente Recep Tayyip Erdogan alla fuga. Lo Stato maggior dell’esercito ha detto di aver preso il potere per ristabilire «l’ordine democratico, i diritti umani e la libertà», ma già intorno alle due si è capito che il golpe è fallito.

ALMENO 90 MORTI. In seguito al messaggio lanciato da Erdogan nella notte, centinaia di turchi sono scesi in piazza per opporsi ai militari. Il bilancio di una nottata di guerriglia e spari è di almeno 90 morti. Più di 1.500 persone, almeno la metà militari, sono state arrestate. Il capo delle Forze armate, Halusi Akar, è stato liberato nella mattinata di sabato dopo essere stato sequestrato dai militari ribelli in una base aerea alla periferia di Ankara.

ERDOGAN INDEBOLITO. Erdogan ha accusato del colpo di Stato il predicatore Fetullah Gulen, ideologo islamista radicale, suo ex alleato e adesso acerrimo avversario, al punto da trovarsi fin dal 1999 in esilio volontario negli Usa. Gulen dagli Stati Uniti ha respinto le accuse e condannato il golpe, che potrebbero essere stato innescato dal tentativo del presidente di riformare la Costituzione in senso presidenziale e accentrare forti poteri nelle sue mani. Per quanto Erdogan sia riuscito a sventare il colpo di Stato, ne esce sicuramente indebolito.

Foto Ansa

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