Col matrimonio gay facciamo un balzo di 1948 anni. Ma indietro, ai tempi di Nerone

Chi è contro il matrimonio omosessuale è fermo. Se vogliamo andare avanti dobbiamo invece accogliere questa magnifica novità moderna. Ne siamo proprio sicuri?

Tratto dal blog di Antonio Benvenuti – Stamatina ho avuto un piccolo, minimo esempio di come siamo sottilmente manipolati nell’informazione.
L’annunciatrice del tiggì radiofonico nazionale ha detto che un’iniziativa contro l’omofobia è stata bloccata a causa dell’opposizione di alcuni partiti. Passi avanti invece in America, in quanto un referendum ha introdotto le unioni gay in un paio di stati.

L’avete notato, vero?
Chi è contro il matrimonio omosessuale è fermo. Se vogliamo andare avanti (senza dubbio contro ogni oscurantismo vetero-clericale) dobbiamo invece accogliere questa magnifica novità moderna.
Alla faccia della propaganda subliminale. Tra poco potrei convincermi anch’io che si tratta di una conquista dei nostri tempi.
Se non avessi letto questo.

Nerone, già sozzo d’ogni bruttura al di là del lecito e dell’illecito, sembrò non trascurare infamia alcuna per superare se stesso nella corruzione, senonché, pochi giorni dopo, volle, e con tutta la solennità del rituale, sposare uno di quel branco di porci, un certo Pitagora. All’imperatore fu messo il velo da sposa e furono convocati i testimoni augurali; si poterono vedere la dote, il letto consacrato al nume domestico e tutto ciò che, anche con una donna, la notte nasconde.
Tacito, Annali XV 37, 8-9

Il matrimonio però durò poco, dato che Pitagora fu sostituito da tal Sporo; anche lui sposato solennemente, ma a parti invertite. Stavolta Nerone era lo sposo.
Questo avveniva 1948 anni fa. Quanto ancora avanzeremo all’indietro?