Approvato il controverso progetto che porterà diecimila civili a vivere nella striscia tra Gerusalemme e Ma’ale Adumin in Cisgiordania. Un muro che impedirà qualsiasi intesa che preveda uno stato palestinese unito. A nulla valgono le proteste
Due israeliani osservano l'insediamento di Ma'ale Adumim in Cisgiordania (foto Ansa)
Ai muri di cemento armato, filo spinato e cavalli di Frisia, ora si aggiungerà un muro umano. «Un chiodo piantato sulla bara dello Stato palestinese», lo hanno definito i falchi israeliani. È stato molto chiaro il ministro estremista Bezalel Smotrich, leader di Sionismo religioso: «Un passo significativo che cancella praticamente l’illusione dei due Stati e consolida la presa del popolo ebraico sul cuore della Terra di Israele». E per chi non avesse capito ha aggiunto: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan ma con i fatti; ogni insediamento, ogni quartiere, ogni unità abitativa è un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea», riprendendo la macabra immagine fatta propria dagli estremisti.
Smotrich non è un politico qualunque, è il ministro delle Finanze, dicastero molto caro al governo Netanyahu, e ha la delega per i territori e le politiche degli insediamenti in Cisgiordania. Il progetto era stato ipotizzato quindici anni fa, congelato su pressione de...
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