Sono passati 1.461 giorni dal giorno dell’invasione e Stati Uniti, Russia e Unione Europea dovrebbero trarre delle conclusioni da questo disastroso conflitto. Quando non si tiene conto dell’alterità dell’interlocutore, finisce male
Kramatorsk, Donetsk, Ucraina, 9 febbraio 2026 (foto Ansa)
Dice la saggezza popolare, a cui hanno attinto anche Machiavelli e Guicciardini per le loro teorie politiche, che è tristo colui che a spese proprie impara, saggio è colui che a spese d’altri impara. La guerra russa contro l’Ucraina, giunta al suo quarto sanguinoso e rovinoso anniversario, costringe a fare l’inventario di quello che governi ed esseri umani hanno imparato a proprie e/o ad altrui spese dai 1.461 giorni di follia che sono trascorsi dall’inizio dell’“Operazione militare speciale” di Vladimir Putin.
La prima lezione è che ci vogliono anni per passare da una crisi circoscritta (Euromaidan, la cacciata di Viktor Yanukovych, l’occupazione russa della Crimea, il conflitto di bassa intensità nel Donbass) a una guerra su larga scala come quella iniziata il 24 febbraio 2022, ma quando la guerra su larga scala comincia, ci vogliono anni per fermarla. Nemmeno il presidente del paese militarmente ed economicamente più forte del mondo, gli Stati Uniti, ha il potere di mettere a s...
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