Cina, esecuzione di massa allo stadio davanti a 7 mila spettatori: «Separatisti saranno presto impopolari come i ratti»

Più di 50 persone sono state giustiziate martedì scorso nella regione dello Xinjiang, dove negli ultimi mesi si sono susseguiti attentati

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La Cina ha deciso di usare il pugno duro contro il terrorismo e per mostrare a tutti che fa sul serio ha giustiziato pubblicamente 55 persone, condannate a morte per diversi reati, davanti a settemila spettatori in uno stadio. Non solo, ha in seguito diffuso foto e video su tutti i giornali e televisioni locali e nazionali.

«SEPARATISTI COME RATTI». L’esecuzione di massa è avvenuta martedì nella prefettura di Yili, provincia di Xinjiang, a una settimana dall’attentato di Urumqi, quando un’autobomba è esplosa uccidendo 43 persone. Come dichiarato dal vicesegretario locale del partito comunista Li Minghui, «gli estremisti religiosi e i separatisti saranno presto impopolari come i ratti che attraversano la strada».

UIGURI DISCRIMINATI. Il governo comunista cinese perseguita e discrimina da anni la minoranza etnica uigura, prevalentemente musulmana, nello Xinjiang. Di conseguenza, attentati e disordini accadono spesso anche se negli ultimi mesi si sono susseguiti a cadenze insolitamente regolari.

RECORD DI ESECUZIONI. I condannati a morte, di cui sono stati diffusi solo i nomi, sono accusati a vario titolo di terrorismo, omicidio e separatismo. Dai nomi sembra che siano tutti uiguri. Nelle ultime settimane sono state arrestate circa 200 persone, accusate di far parte di gruppi terroristici. La Cina detiene il poco invidiabile record di condanne a morte: il numero reale è un segreto di Stato ma si crede ne avvengano diverse migliaia all’anno. Un’esecuzione pubblica come quella di martedì scorso, però, non si vedeva da almeno 20 anni.

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