Cina. «Denunciate attività religiose illegali. Ricompense cash»

Diverse province della Cina si dotano di «linee telefoniche dedicate» per denunciare anonimamente i cristiani. Le ricompense vanno dai 200 ai 1.000 dollari

Le autorità comuniste in Cina offrono pagamenti in contanti fino a 1.000 dollari a chiunque «denunci attività religiose illegali». I funzionari della città di Guiyang, capitale della provincia di Guizhou, hanno invitato alla delazione tutti i residenti anche nei confronti di «sospetti siti religiosi illegali».

La Costituzione della Repubblica popolare garantisce la libertà religiosa e di culto ai suoi cittadini, ma il partito comunista controlla con pugno di ferro tutte le religioni con l’obiettivo di sottometterle e asservirle agli scopi del regime. I nuovi regolamenti entrati in vigore nel febbraio 2018 regolano dettagliatamente come si possono svolgere le pratiche religiose e vietano esplicitamente ogni attività «non autorizzata», pena multe salatissime.

IL DILEMMA DELLA REGISTRAZIONE

I fedeli non possono ritrovarsi per nessun motivo per svolgere attività religiose senza autorizzazione. Incontri di catechismo o di preghiera, pellegrinaggi e rosari, attività formative o educative, sono vietate se avvengono in luoghi «non autorizzati» o «non registrati». Da qui deriva l’obbligo per tutte le comunità e i sacerdoti di registrarsi civilmente, tema sul quale si è recentemente espresso anche il Vaticano, che ha offerto ai cattolici indicazioni pratiche su come comportarsi.

Se la maggior parte del clero ha sempre rifiutato di registrarsi è perché i moduli predisposti dal regime chiedono esplicitamente di accettare i principi di indipendenza, autonomia e autogestione della Chiesa in Cina. Il regime chiede cioè di affermare l’autorità del partito sulla Chiesa a danno di quella del Papa e Benedetto XVI, nella sua lettera ai cattolici cinesi del 2007, definì questi principi «inconciliabili con la dottrina cattolica».

LINEA TELEFONICA DEDICATA ALLA DELAZIONE

Per scovare tutti coloro che non intendono piegarsi al regime, il partito comunista ora fa appello ai suoi cittadini, invitandoli a denunciare anonimamente i trasgressori. Il caso di Guiyang, riportato da ChinaAid, non è isolato.

Già a gennaio il governo provinciale dell’Henan ha invitato i residenti a «denunciare attività religiose illegali», indicando anche una linea telefonica dedicata alle delazioni. Si legge ad esempio nell’avviso diffuso dalla contea di Tanghe:

«Adibire siti per attività religiose senza approvazione è illegale, come anche svolgere attività religiose [non autorizzate]. Una linea diretta riservata è stata stabilita per il pubblico affinché riporti ogni attività religiosa illegale. Non appena l’informazione verrà verificata come fattuale, una ricompensa di 200 yuan sarà garantita (l’identità dell’informatore sarà mantenuta segreta). Ogni distico per il Nuovo Anno scritto su nastri di carta rossa contenente parole riguardanti l’ideologia religiosa saranno bloccate immediatamente. Questo avviso incoraggia i cittadini a monitorare in modo aggressivo e riportare ogni attività religiosa illegale».

Foto Ansa