Chi «ruba» le nuvole e la pioggia all’Iran?

Molte province iraniane soffrono per la siccità e migliaia di cittadini sono già scesi in piazza per protestare contro la mancanza di acqua. Il regime dà la colpa agli «Stati nemici che ci rubano nuvole e neve»

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La scarsità di acqua, come ogni estate da molti anni, torna a creare problemi in Iran. Nella provincia sudoccidentale del Khuzestan non ce n’è a sufficienza, dai rubinetti esce un liquido con una concentrazione di sale troppo alta e 230 persone sono già finite all’ospedale per avvelenamento dopo averla bevuta. Il problema sociale è presto diventato politico, dal momento che nel fine settimana migliaia di persone sono scese in piazza a Khorramshahr e ad Abadan per protestare contro la mancanza di acqua.

LE PROTESTE. Nei filmati pubblicati su internet, e ripresi da molti media, si vedono i manifestanti scontrarsi con la polizia, che avrebbe anche sparato sulla folla. Il governo ha negato che ci siano state vittime e ha parlato di un ferito, mentre altre fonti riferiscono di 11 feriti e decine di arresti. «Nel Khuzestan abbiamo petrolio, acqua, industrie petrolchimiche, acciaio, porti, agricoltura, ma la gente non trae alcun vantaggio da tutti questi beni», ha dichiarato un manifestante all’agenzia iraniana Isna.

«FURTO DI NUVOLE». Il problema della siccità e delle scarse precipitazioni non è proprio solo dell’Iran, ma riguarda anche paesi come Iraq e Turkmenistan. Solo dalle parti di Teheran, però, si accusano gli Stati «nemici» di provocare volontariamente l’emergenza climatica. «C’è il sospetto che Stati stranieri intervengano sul nostro clima», ha dichiarato ieri nella capitale Gholamreza Jalali, a capo dell’Organizzazione di difesa passiva dell’Iran, una sottodivisione dell’esercito.
Jalali ha citato un presunto studio di non meglio precisati «centri scientifici» che avrebbe confermato l’ingerenza climatica straniera: «Solo le alture iraniane non si ricoprono di neve», ha continuato secondo quanto riportato dai media locali e da Rferl. «Le nuvole che vediamo sopra le nostre città vengono prodotte da Israele e da un paese confinante, ma non contengono acqua. Inoltre assistiamo al fenomeno del “furto di nuvole e di neve”».

PESSIMA GESTIONE IDRICA. Le sue parole sono state però smentite dall’organizzazione meteorologica nazionale, secondo la quale «nessun paese può rubare le nuvole o la neve», mentre il suo presidente, Ahmad Vazifeh, ha aggiunto di non essere a conoscenza degli studi citati da Jalali, puntando il dito invece contro i cambiamenti climatici e la pessima gestione dell’acqua da parte del regime iraniano, che destina quasi l’80 per cento delle sue risorse idriche all’agricoltura.

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