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Le charter school funzionano? Chiedetelo a New Orleans, la prima città degli Stati Uniti senza più scuole statali

maggio 31, 2014 Matteo Rigamonti

La città della Lousiana, dopo l’uragano Katrina, ha ricostruito gli edifici scolastici con soldi pubblici, ma ne ha affidato la gestione a privati. Ora più studenti terminano gli studi e con risultati migliori

Da settembre New Orleans non avrà più scuole gestite solo dallo Stato. Nella città più famosa e popolata della Louisiana, dopo la chiusura delle ultime cinque strutture statali, resteranno solo charter school, ovvero scuole governate da privati e finanziate solo in parte con soldi pubblici.
Come raccontato dal Washington Post, l’ultima scuola elementare di New Orleans ha chiuso i battenti mercoledì scorso, insieme ad altri quattro istituti. Così, infatti, ha deciso il Recovery School District (Rsd), che è l’ente incaricato dal dipartimento di Stato dell’educazione per la gestione delle scuole di tutta l’area metropolitana di New Orleans e della capitale Baton Rouge. Le charter school della città sono, pertanto, passate da 84 a 89 e gli studenti che le frequentano da 40.196 a 44.614.

UN RISPARMIO PER LA COLLETTIVITA’. Nate vent’anni fa in Minnesota e diffuse ormai in 42 stati su 50 degli Stati Uniti d’America (vedi il grafico qui sotto), le charter school sono istituti dove il preside gode di totale autonomia nella gestione del budget e della piena facoltà di assumere e licenziare i professori e il personale, oltre che di stabilire i programmi. A patto di raggiungere gli standard di apprendimento richiesti dagli uffici scolastici, pena la chiusura qualora l’asticella non dovesse essere raggiunta per quattro anni di fila.
In Lousiana la diffusione delle charter school è aumentata esponenzialmente dopo le devastazioni dell’uragano Katrina che ha colpito duramente la città nell’estate 2005. Se prima del ciclone le strutture totalmente sovvenzionate dallo Stato erano le più diffuse, durante la ricostruzione, il sindaco democratico Mitch Landrieu ha realizzato che con questo innovativo modello poteva far risparmiare la collettività. Lui ci ha messo 2 miliardi di dollari per ristrutturare e ricostruire gli edifici scolastici, ma poi li ha affidati a enti privati.

charter-school-usa

MIGLIORI RISULTATI PER GLI STUDENTI. Non solo. Le charter school hanno persino fatto registrare migliori risultati nell’apprendimento degli studenti. Prima dell’uragano, il 65 per cento delle scuole pubbliche di New Orleans non raggiungeva gli standard minimi, tanto che una classifica del settimanale Us News & World Report le collocava al 46° posto su 50 negli Stati Uniti. E se nel 2005 la percentuale di studenti che aveva portato a termine con successo la scuola superiore era ferma al 54,4 per cento, nel 2013, secondo l’Rsd, è salita al 77,6 per cento.
Oltreoceano, in realtà, nel dibattito sulle charter school, i pareri sono ancora discordi. I detrattori lamentano la scomparsa di pluriennali istituzioni come le cosiddette “neighborhood school” (scuole di quartiere); e sollevano dubbi, soprattutto, in merito alla scelta del criterio del sorteggio nell’assegnazione dei posti.
Certamente è presto per dare un giudizio definitivo sull’esperienza delle charter school, ma non bisogna nemmeno dimenticare, come ha ricordato a Tempi l’esperto mondiale di sistemi educativi Charles Glenn, che molto dipende da come questo modello si applica caso per caso. Intanto, però, i primi studi hanno cominciato a dare indicazioni positive sul successo di questo modello. Lo dimostrano, tra tutti, due rapporti: il primo, curato dalla Stanford University, riporta i risultati Stato per Stato sul miglioramento dei risultati di apprendimento in matematica e comprensione del testo da parte degli studenti. Il secondo, curato dalla Tulane University, è dedicato esclusivamente a New Orleans e alla Louisiana e conferma il miglioramento in quello Stato.

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11 Commenti

  1. francesco taddei says:

    la parte non finanziata dai soldi pubblici chi la paga? i genitori degli alunni? ma così l’accesso sarebbe limitato a chi se lo può permettere (come avviene per le paritarie oggi, nonostante l’elemosina dei voucher). e i programmi non devono avere una parte uguale per tutti?

    • filomena says:

      Che domandone, non penserai che qui gli illuminati sappiano darti delle risposte sensate? Quello che conta è che prima e dopo ogni lezione si faccia una preghiera collettiva.

      • francesco taddei says:

        se la vogliono fare la facciano pure! a differenza tua io non miro alla distruzione dell’avversario. mi basta che sia garantito libero accesso all’istruzione e il rispetto della norma costituzionale che stabilisce la famiglia come responsabile dell’educazione dei figli, non dello stato che inculca idee a forza. per una scuola libera ci deve essere parità scolastica, la sola che garantisce libertà di scelta e che sull’articolo non viene chiarito. non è specificato chi paga la differenza. poi se uno non crede, quando gli altri pregano non è obbligato a farlo egli stesso.

        • filomena says:

          Ammesso e non concesso che educare i ragazzi sia compito esclusivo dei genitori, chi ti dice che molti genitori non siano d’accordo nel parlare a scuola di sessualità, di famiglie arcobaleno e di una società che si trasforma sotto gli occhi di tutti?
          Dubito per esempio che in una scuola confessionale siano ammessi insegnanti omosessuali o divorziati o conviventi e questo sia pure essendo ottimi insegnanti.

          • Raider says:

            E’ diritto dei genitori scegliere scuole e insegnanti compatibili con i modelli educativi che i gentiori hanno la libertà di scegliere per i propri figli. I genitori ‘arcobaleno’ contenti di offrire a ai propri figli l’opportunità di avere docenti che gli spieghino come il modello di famiglia naturale che li ha messi al mondo è uno stereotipo cerato apposta per fregargli al libertà di diventare come questi insegnati gli spiegheranno ovvero una struttura criminogena da cui difenderli, scelgano i docenti che soddisfino al meglio il loro bisogno di sentirsi uno stereotipo antiquato e naturale o non naturale quanto è gradito a modelli di famiglia che non hanno generato nessuno.
            Che la società si trasformi spontanaemente e non per forme di pressione e condizionamento quali si erano viste solo sotto i totalitarismi novecenteschi, è una notizia confortante per chiunque si chieda perchè mai occorrano interventi legislativi e direttive da organismi non rappresentavi perchè non elettivi, per produrre una traformazione tanto spontanea e pe imporre una evoluzione così naturale.

      • martino says:

        Perché? Che male c’è?
        Meglio pregare che formare i nostri figli alla dissolutezza della prostituzione con teorie da puri maniaci sessuali.
        Con il vantaggio che i ragazzi ottengono risultati migliori e fanno risparmiare la collettività.
        A proposito perché non ci spiegano perché nelle scuole statali, ultimamente, si sciopera sempre a ridosso dei ponti?

        • francesco taddei says:

          io sono d’accordo con te però se una scuola non statale te la devi pagare (ecco perché lo stato risparmia) è semi-pubblica. devono essere alla portata di tutti, cioè gratuite.

          • Tommasodaquino says:

            ci sono le donazioni di privati che integrano. poi molto spesso i professori offrono lezioni gratuitamente. Cerchiamo di non cadere nelle trappole ideologiche stataliste. La scuola è un servizio e come ogni cosa va pagata. Non esistono pasti gratis, lei lavorerebbe gratuitamente? Evidentemente no, per cui non vedo perchè dovrebbero farlo i professori. Riguardo all’illusione del fatto che le scuole statali siano grauite, vada a dare un’occhiata a quanto paga di tasse e poi mi torni a dire che la scuola statale è gratis…..Fissata questa basilare premessa economica, tutto viene di conseguenza. Appartengo ad una famiglia non direi povera, ma sicuramente non benestante. Ho fatto le scuole private finchè ho potuto prendere una borsa di studio (tra cui università) oppure lavorato. Mio fratello è entrato in seminario anni fa ed ha trovato dei benefattori che glie lo hanno pagato. Dopo queste esperienze personali dirette, sono covinto che non ci sia affatto bisogno della scuola statale, che peraltro è uno spreco di soldi inutile ed uno stipendificio in favore della maggior parte delle persone (almeno in Italia nella stragrande maggioranza dei casi). Sta avvenendo una rivoluzione culturale per cortesia non facciamoci prendere in giro dagli statalisti, loro vogliono solo difendere i loro privilegi.

      • Raider says:

        Scusi, ma lei non è la stessa Filomena che qualche ora fa se la prendeva con me perché non rispetterei le opinioni altrui, sarei maleducato e mi lanciava altre gratuite accuse sconclusionate, estemporanee e di repertorio, dette in mancanza di argomenti? Vedo che lei fa lo stesso anche con altri, stessa esuberante predilezione per idiozie e insulti senza l’ombra di una ideuzza, senza una briciola di intelligenza. Il tutto, in nome della rabbia verso chi prega. Be’, sono contento di avere da lei la dimostrazione che lei non discrimina né blatera ad personam: no, lei sproloquia a vanvera contro chiunque sia dall’altra parte della staccionata. Merita uno zuccherino: saluti e baci. Ecco fatto.

  2. Raider says:

    Gentile Redazione,

    continuo a non spiegarmi perché, delle volte, i miei post non compaiano. Continuate a non spiegarmelo, purchè continuiate a passarli: tranne che, ogni volta, temo che non succeda.
    Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

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