Centrafrica. I ribelli attaccano la capitale: «Almeno 30 morti»

Una coalizione di gruppi armati vuole conquistare Bangui e deporre il presidente Touadera, appena rieletto. L’Onu li ha respinti. Padre Trinchero: «Siamo preoccupati»

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Ieri in Centrafrica i ribelli riuniti attorno all’ex presidente deposto François Bozizé, escluso dalle recenti elezioni perché oggetto di un mandato di arresto internazionale per crimini di guerra, hanno attaccato due volte la capitale ma sono stati respinti dall’esercito e dai Caschi blu dell’Onu, aiutati da ruandesi e russi. Lo riporta l’Afp. L’obiettivo è quello di deporre il presidente Faustin-Archange Touadera, rieletto dopo le elezioni del 27 dicembre alle quali ha potuto votare soltanto il 38 per cento degli aventi diritto, a causa delle bande armate che hanno il controllo dei tre quarti del paese.

«NON SONO ENTRATI IN CITTÀ MA SIAMO PREOCCUPATI»

«I ribelli non sono riusciti a entrare in città», spiega a tempi.it padre Federico Trinchero, da ottobre delegato provinciale dei missionari carmelitani scalzi in Centrafrica e residente nel Carmel di Bangui. «Il bilancio provvisorio è di 30 morti, quasi tutti ribelli. Molta gente ha abbandonato i quartieri dove ci sono stati gli scontri per trovare rifugio in zone più sicure».

Il coprifuoco, continua, «è stato anticipato alle 18. In città c’è molto silenzio e ovviamente molta preoccupazione. Noi qui al Carmel stiamo bene e non abbiamo profughi. Io ho appena accompagnato stamattina gli studenti a scuola dove per fortuna sono riprese le lezioni».

LO SPETTRO DI UNA NUOVA GUERRA CIVILE

Quelli di ieri sono i primi scontri nella capitale Bangui dopo che si sono riuniti in un’unica coalizione (Cpc) sei importanti gruppi armati che controllano la maggior parte del paese e che si scontrarono nella guerra civile iniziata nel 2013 a seguito del colpo di Stato con cui il presidente golpista Michel Djotodia depose Bozizé.

Nei mesi scorsi i ribelli della Cpc avevano occupato diverse città vicino a Bangui, ma finora non si erano mai spinti fino ad attaccare la capitale. Dopo scontri «molto violenti» durati ore, i ribelli sono stati respinti, ha dichiarato il portavoce della forza di pace Minusca. Oggi su richiesta della Francia il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunirà per parlare del Centrafrica e della presenza di gruppi armati e truppe straniere sul suo territorio. «Speriamo di non tornare al punto di partenza», commenta preoccupato padre Trinchero. «Pregate per noi, ne abbiamo bisogno».

@LeoneGrotti

Foto Ansa