Cattaneo (Ncd) risponde a Salvini: «Non staremo mai con una Lega lepenista»

Intervista al presidente del consiglio regionale lombardo: «Ncd è vivo e vegeto. Salvini le spara grosse con il solo vero risultato di distruggere il centrodestra e consegnare il paese al Pd»

«Una bufala clamorosa»: così il presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo (Ncd) definisce l’attacco lanciato ieri dal segretario della Lega, Matteo Salvini, che in un’intervista a Repubblica in cui ha detto che «tra qualche mese si vota per le regionali in Veneto, entro quella data l’Ncd non ci sarà più, è già in pieno disfacimento. Figuriamoci tra un anno».

Cattaneo, come commenta la “profezia” di Salvini, anche alla luce dell’alleanza in Lombardia, con Ncd parte della maggioranza che sostiene il governatore Maroni?
Una bufala clamorosa, come purtroppo tante altre bufale dette da Salvini in questo periodo. Ncd è vivo e vegeto, sarà vivo e vegeto tra tre mesi e lo sarà per molto tempo ancora. E certamente Salvini si accorgerà che Ncd c’è ed è importante per il suo partito in Lombardia. Se ne accorgerà con i fatti politici, perché la posizione di Salvini è incompatibile con la posizione della Lega che finora abbiamo condiviso. È la Lega che deve chiarirsi al suo interno, che deve discutere se il suo obiettivo è distruggere il centrodestra ovunque. Oggi il peggiore avversario del centrodestra infatti non è Renzi né il Pd, ma la posizione della Lega di Salvini. E questo mio timore ho avuto modo di riscontrarlo in altri esponenti della Lega in Veneto che ho incontrato stamattina.

Ha visto per caso anche il governatore Zaia?
Zaia non c’era, ma oggi ho incontrato il presidente del consiglio del Veneto e altri consiglieri. La percezione che ho avuto è che alla luce delle sparate di Salvini oggi sono gli stessi consiglieri di centrodestra, di Ncd e non solo, a dire che con questa Lega di Salvini non vogliono avere a che fare, mentre condividono la posizione di Zaia o Tosi. Se andiamo divisi in Veneto, che è la Regione che si può contendere al centrosinistra oltre alla Lombardia, rischiamo di metterlo in mano al Pd. Il “grande risultato” che sta ottenendo Salvini è quello di far perdere il centrodestra ovunque. Complimenti per la “lungimiranza politica”, dunque. Mi viene il dubbio, fondato, che tutti questi suoi sommovimenti abbiano un unico vero obiettivo: spazzare via gli avversari interni. Se si va ad osservare più attentamente, la sua linea chi sta mettendo in difficoltà? Roberto Maroni, Luca Zaia e Flavio Tosi che è il possibile concorrente per una candidatura nazionale. Salvini, insomma, sta mettendo in difficoltà chi nel suo stesso partito ha una linea responsabile di governo, come in passato ha fatto con Roberto Cota. Potrà forse avere un partito che cresce nei sondaggi, ma che al tempo stesso non avrà più sindaci, governatori regionali e consiglieri.

Cosa pensa di fare Ncd in Lombardia?
Con la Lega di Maroni abbiamo un accordo programmatico, e su questo ci attesteremo. Ci sentiremo invece liberi e autonomi nelle decisioni su tutto ciò che non rientra, e fa parte delle recenti fughe in avanti di Salvini. Cito un esempio concreto: il referendum sull’autonomia, che non è nel programma originario di governo in Lombardia, ma è in calendario il 17 febbraio. Se Salvini pensa di farcela da solo, si voti da solo il referendum. Se pensa che siamo come ci descrive, ne vedrà delle belle. E mi dispiace per Maroni che ha sempre avuto una linea diversa dal suo segretario, anche se in pubblico si ostina a ripetere che lui non è diverso da Salvini. Se Maroni confermasse ancora questa sua linea, allora anche lui ne vedrà le conseguenze. Il mio è un appello: Maroni dia segnali politici chiari di una posizione diversa dal suo segretario. Nessuno si aspetti dal centrodestra atti di vassallaggio, perché non ce ne saranno. Tanto più ora che non vogliamo assecondare la Lega nelle sue derive salviniane. Ci sono già delle cose di questa deriva che mi pento di aver votato.

Per esempio?
Per esempio la legge antimoschea, che abbiamo votato solo per un senso di lealtà ai nostri alleati di governo in Lombardia. Io non ero d’accordo, perché ritengo che la libertà religiosa sia un diritto sacro e inviolabile, e che non si debba cavalcare la paura per governare la Lombardia. Delle regole andavano messe, ma ce ne sono alcune che sono state poste con questa norma quasi per rendere impossibile la messa in pratica di un fondamentale diritto, quello di culto. E il paradosso è che ora le condizioni saranno difficili anche per realizzare una nuova parrocchia. Si è creata una oggettiva barriera al diritto di culto.

Salvini ieri ha annunciato che intende candidarsi a sindaco di Milano. Tuttavia Maurizio Lupi ha appena annunciato che non vede possibile fare primarie congiunte del centrodestra, con Lega e Ncd possibili alleati per le prossime comunali. Cosa pensate di fare, candidarvi da soli?
Siamo seri. Chi pensa che un Salvini che corre da solo possa essere eletto a Milano, vive su Marte. Questo può avvenire solo nei sogni. La prima preoccupazione che dovrebbe avere Salvini, non avendo la Lega sondaggi che l’attestano al 51 per cento a Milano, è ricostruire un’area unita di tutto il centrodestra. Siccome, invece, sta picconando l’area dei moderati, delle due l’una: o Salvini è abbagliato dagli sondaggi o non ha intenzione davvero di fare il sindaco di Milano, visto che sta facendo l’opposto di quanto farebbe qualsiasi candidato ragionevole, cioè costruire uno schieramento coeso. Forse Salvini ha davvero l’obiettivo di rifare a Milano ciò che sta facendo anche a livello nazionale. Le sue posizioni roboanti stanno di fatto rafforzando il candidato del centrosinistra Pisapia, che prima di Salvini sembrava scomparso.

Da come parla, sembrerebbe in corso un alleanza tra i due Matteo, Salvini che aiuta Renzi.
Lo dicono i fatti, se guardiamo all’esito delle “uscite” di Salvini.

Però la Lega con Salvini acquista consensi. Mentre Ncd resta sempre intorno al 3 per cento, e alle ultime Europee non avete avuto certo un buon risultato in voti.
Non c’è dubbio, non lo nego. È chiaro che Salvini sta facendo crescere la Lega a discapito del centrodestra. Quello che osservo è che così sta ottenendo – guardando ad un risultato più generale – di consegnare il paese al centrosinistra. Noi di Ncd, anziché usare gli slogan, abbiamo fatto scelte più responsabili ma anche più dure: abbiamo deciso di sostenere il governo, ma così facendo abbiamo anche ottenuto risultati per le famiglie o gli sgravi dell’Irap per le imprese. Vorrei porre una domanda ai lettori di Tempi.

Prego.
Cosa vogliono i lettori di Tempi, qualcuno che difenda le cose in comune in cui crediamo, come il ruolo centrale delle famiglie per la società, o la libertà di fare impresa, la difesa delle piccole e medie aziende, la libertà dell’educazione o qualcuno che va in tv a raccontare barzellette? Io dico che la posizione di Ncd è forse quella meno legata a slogan, ma più seria, perché si traduce in fatti. Per questo sono convinto che Ncd, se sarà coerente, vedrà crescere le sue percentuali. Il nostro scopo è lavorare perché la gente stia meglio e non fare solo il megafono di slogan accalappia consensi.

L’elezione del presidente Mattarella ha scatenato un forte terremoto politico all’interno del centrodestra. Alcuni rappresentanti di Ncd hanno lasciato il partito, Forza Italia vuole rompere il “patto del Nazareno”. Al tempo stesso, Ncd continua a far parte del governo Renzi. Cosa accadrà, secondo lei, dal punto di vista nazionale al centrodestra? Sono pensabili ricuciture dei rapporti tra Ncd, Forza Italia e, dall’altra parte, anche la Lega?
Sul Quirinale dico che noi abbiamo pagato un errore tattico. Le conseguenze laceranti di cui parla sono figlie di questo errore, che è stato anche interno, anche se la scelta di votare Mattarella è stata la più opportuna, e anzi avremmo dovuto prenderla fin dall’inizio. Il tema vero che si pone in questi giorni è quello della prospettiva su cui lavorare per il futuro. Bisogna partire da chi vogliamo essere. Ncd è un partito non lepenista, responsabile, ma che è al di fuori del Partito socialista europeo, dove il cattolico Renzi ha portato il Pd, come non erano riusciti a fare nemmeno ex comunisti come Bersani o Veltroni. Noi abbiamo una visione di famiglia, di scuola e di impresa alternativa alla sinistra, e alla visione che di questi temi ha la famiglia socialista europea. Proprio perché noi di Ncd abbiamo chiara la nostra identità distinta dal Pd, possiamo tranquillamente lavorare insieme, anche con il Pd, su progetti comuni. In Europa, dove sto viaggiando molto ultimamente, ho visto altre esperienze di collaborazioni tra socialisti e popolari. Io sicuramente non sono un professore come i due autori di un articolo su tempi.it, Gatti e Grimoldi: io sono solo un “giovane studente di Ncd” e neanche poi così “bello e aulente”, come scrivono i due. Ma, scherzi a parte, mi pare che questi due professori capiscano poco di politica. Hanno dato dello statista a Berlusconi per aver firmato il patto del Nazareno, e questo proprio nel giorno in cui Berlusconi l’ha sciolto. Forse allora occorrerebbe guardare non solo alle percentuali, ma a tutta la situazione, osservandola con più attenzione nella sua globalità. Tornando alla strategia a livello nazionale per il centrodestra, il nostro obiettivo è ricostruire un’alleanza che fa riferimento alla rappresentanza italiana del Partito popolare: quindi Ncd, Forza Italia, Udc, Svp e gli altri. Questa è l’area dentro cui costruire una proposta strategica per il futuro del centrodestra italiano. Certamente l’interlocutore al momento più difficile è Fi, che deve risolvere i propri problemi interni. Per quanto ci riguarda, Ncd è aperta anche a collaborazioni con la Lega ma se, e solo se, la linea è quella moderata di Maroni o Tosi. La Lega è benvenuta, ma se sceglie la linea di Salvini di schiacciarci su posizioni lepeniste non solo non ci staremo noi, non ci starà nemmeno Fi, e soprattutto nemmeno l’elettorato del centrodestra che per sua natura è sempre stato moderato.