Interni
Dopo la chiusura, duemila lavoratori attendono di capire cosa accadrà. Un'azienda molisana vuole riassorbire i 1.312 ex dipendenti, ma c'è il problema dei 650 lavoratori esodati e dei 200 lavoratori dell'indotto che non hanno ancora ricevuto la cassaintegrazione. Intanto una delle aziende si reinventa per sopravvivere.
L'arcivescovo Salvatore Gristina denuncia la situazione del capoluogo siciliano, stretto nella morsa della disoccupazione giovanile e femminile, del pizzo e del racket dell'usura ai danni dei negozianti: «Non possiamo stare alla finestra e lamentarci. La crisi è l'attesa dello sbocciare di una nuova mentalità».
I tre sondaggisti Renato Mannheimer, Antonio Noto e Nicola Piepoli avanzano qualche ipotesi sul possibile futuro di una Lega senza Bossi e oltre Bossi. che cosa accadrà? Difficile dirlo. Per Mannheimer, in caso di tracollo, i consensi del carroccio potrebbero finire ovunque. In parte anche nell'Italia dei Valori.
Dopo il terremoto causato dalle dimissioni di Umberto Bossi, nella Lega Nord è il caos. Per Antonio Noto, sondaggista di Ipr marketing, è difficile che il partito ne risenta nell'immediato. Più oscuro, invece, il futuro. «Borghezio raccoglie il 5 per cento dei consensi. Salvini il 15. Maroni stacca Bossi di venti punti percentuali».
Dopo la pubblicazione dei dati relativi all’aumento del carrello della spesa, il presidente della Lombardia è andato al mercato di piazzale Lagosta a Milano. Paolo, padre di 4 ragazzi, spiega che per il cibo la sua famiglia «spende almeno 450-500 euro al mese. Rispetto all’anno scorso ho registrato un aumento del 20 per cento».