Esteri

Redazione
02 Dicembre 2011
Sono parole del docente cinese Larry Lang, la cui lezione universitaria a porte chiuse è stata registrata e diffusa su internet. «Siamo come la Grecia ma questo sistema politico non ci permette di dire la verità. Diventeremo uno dei paesi più poveri del mondo». Cinque i segnali della crisi: debito, inflazione, bassi consumi interni, bassa crescita e tasse alte
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Redazione
30 Novembre 2011
Ieri è stato il primo giorno di elezioni in Egitto per nominare il Parlamento. Si va avanti oggi, poi il 14 dicembre e il 3 gennaio. I Fratelli Musulmani vengono accusati di irregolarità ma non ci sono stati incidenti. Affluenza alta, tante le donne nei seggi. Piazza Tahrir divisa tra chi boicotta il voto e chi pensa che sia l'unico modo per affrontare l'esercito
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Leone Grotti
30 Novembre 2011
Intervista al videoreporter per Reuters e Associated Press Simon Hanna: «I Fratelli Musulmani fanno campagna elettorale fuori dai seggi insieme ai salafiti e a tanti altri, anche se è vietato. In piazza Tahrir chi boicotta il voto lo fa perché non vuole legittimare l'esercito, che potrebbe sfruttare a proprio favore la buona riuscita delle elezioni»
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Rodolfo Casadei
24 Novembre 2011
L'Irlanda, il paese che ha applicato alla lettera le ricette dettate da Bruxelles e dalla Bce per affrontare il collasso del suo settore bancario, dopo un anno di cura da cavallo ha protestato: o si alleggerisce un po' il debito irlandese o la crescita economica del paese è a rischio, e con essa la sua capacità di far fronte alle scadenze dei rimborsi
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Redazione
24 Novembre 2011
Quasi mezzo milione ieri in piazza Tahrir per chiedere che i militari lascino il potere ai civili. Hussein Tantawi, capo del Consiglio militare, dichiara alla folla: «Elezioni presidenziali entro giugno e governo di salvezza nazionale». Ma non è ancora chiaro chi dovrebbe prendere il posto dell'esecutivo dimissionario di Sharaf. Probabile ElBaradei
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Redazione
22 Novembre 2011
«I miei soli nemici saranno la disoccupazione, il deficit, il debito. Non ci saranno miracoli, non li avevamo promessi, ma con lavoro, serietà e costanza i risultati arriveranno». Così Mariano Rajoy dopo la vittoria delle elezioni in Spagna, con il 44 per cento delle preferenze ottenute, cioè la maggioranza assoluta in Parlamento con 186 deputati
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