Pensavo di aver visto e letto tutto. Fino a quando ho ascoltato Casaleggio

In questi giorni maligni, per distrarmi, mi sono messo a leggere un thriller. Non l’avessi mai fatto. Una serie di sfighe infinite. Ma non avevo ancora toccato il fondo

Sono giorni maligni. I terremoti vanno e vengono (però hanno un particolare affetto per l’Italia); noi continuiamo a farci del male in tutti i modi; si muore di sport a 25 anni come Andrea Antonelli; ci sono quelli che godono delle disgrazie altrui. Così, per distrarmi, mi sono messo a leggere un thriller. Non l’avessi mai fatto. Nell’ordine:
1) il commissario protagonista ha avuto i genitori trucidati dalla criminalità organizzata quando aveva 14 anni e ha maturato una strana malattia che gli consente di ascoltare i morti;
2) la tizia che lo va a cercare per costringerlo a indagare sulla sua fidanzata (non è un errore) rapita, ha avuto la famiglia sterminata da una fuga di gas e finirà per suicidarsi;
3) la fidanzata della medesima suicida è un’immigrata clandestina che viene dall’Ucraina. Poteva venire da Odessa, da Kiev, da Leopoli, perfino da Donetsk; no, lei viene da Chernobyl, minchia;
4) la cameriera brasiliana che concupisce il commissario e che lo aiuta nelle indagini è un’ex prostituta, avviata al mestiere a 12 anni dalla madre. Vorrei parlarvi anche di quello che fa il serial killer, ma lasciamo perdere, siamo nella fascia protetta.
Ero già un po’ scosso, poi ho visto (e sentito) Casaleggio, con la sua faccia da Awanagana invecchiato male, che annunciava «uno choc economico seguito da rivolte popolari» e a questo punto, compagni e amici, mi sono afferrato i coglioni.