Cari senatori, con la stepchild volete estendere a tutti il diritto di aggirare la legge?

Lettera dell’Associazione Genitori di Persone Omosessuali: «Che uguaglianza è quella di creare uguali condizioni per ricorrere a una pratica illegale come l’utero in affitto?»

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Pubblichiamo la lettera che l’Associazione AGAPO (Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali) ha inviato oggi ai senatori del Partito democratico e ai capigruppo degli altri partiti a Palazzo Madama, dove si sta votando il ddl Cirinnà sulle unioni civili. I neretti sono dell’autore.

Gentile Senatore, il dibattito di questi ultimi mesi in tema di Unioni civili ha il merito di aver messo in chiaro il nesso tra la Stepchild Adoption e l’utero in affitto, così da aver portato alla condanna quasi unanime di quest’ultimo quale procedimento disumano.

Ciò nonostante la Stepchild non è stata ancora tolta dal ddl sulle Unioni civili, perché c’è chi pensa di dover applicare il principio dell’uguaglianza dei diritti alle coppie etero e omosessuali in tema di figli e procreazione.

Secondo questa logica, siccome ci sono coppie eterosessuali le quali fanno ricorso alla pratica dell’utero in affitto, aggirando la legge italiana e dichiarando il falso in anagrafe, anche gli omosessuali dovrebbe avere tali e uguali opportunità (di aggirare la legge italiana).

Senatore, ci chiediamo, che razza di uguaglianza è quella di creare uguali condizioni perché tutti possano aggirare le legge italiana in ugual modo?

Le coppie eterosessuali che ricorrono all’utero in affitto soffrono di una patologia sul piano della fertilità, quelle omosessuali no. Come Associazione di genitori di figli omosessuali ribadiamo che la condizione omosessuale non è una malattia.

Diversamente dalle coppie omosessuali, quelle eterosessuali che ricorrono all’utero in affitto rappresentano l’eccezione alla regola e lo fanno quasi sempre di nascosto – non le si vedono in televisione né in parlamento – perché l’utero in affitto è giustamente e per fortuna coperto di stigma.

Con la stepchild adoption cade tale stigma, cioè la principale barriera alla normalizzazione dell’utero in affitto, cade infatti il principale ostacolo alla procreazione artificiale mediante le biotecnologie su larga scala, un business con prospettive miliardarie.

A questo punto il divieto dell’utero in affitto, anche se rafforzato, perderà quel che resta della sua efficacia. I Senatori che vogliono la stepchild non si dovrebbero ancora una volta nascondere dietro il bene delle persone omosessuali, specie dopo aver strumentalmente negato la loro reale condizione.

Per i Senatori che invece davvero non vogliono l’utero in affitto c’è un modo semplice di dimostrarlo: garantire i diritti alle persone omosessuali, senza infilarvi la stepchild adoption, l’anello mancante di quel combinato disposto di leggi italiane ed estere che sgomberano la strada a ciò che non si dichiara.

Michele Gastaldo per la Presidenza AGAPO

Foto Ansa


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