Carceri. La corte dei diritti umani di Strasburgo condanna l’Italia. «Sentenza epocale»

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante di 7 carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza.

L’Italia viola i diritti dei detenuti tenendoli in celle dove hanno a disposizione meno di 3 metri quadrati. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha quindi condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante di 7 carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza.

La Corte ha inoltre condannato l’Italia a pagare ai sette detenuti un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali. Nella sentenza la Corte invita l’Italia a porre rimedio immediatamente al sovraffollamento carcerario.

«È una sentenza epocale», dice all’Adnkronos Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone. «È una sentenza epocale per almeno tre motivi. Primo, è una sentenza pilota, e ne seguiranno centinaia se l’Italia non cambia strategia politica su questo terreno. Secondo, perché impone una risarcimento di centomila euro e quindi violare i diritti umani diventa costoso e improduttivo. Terzo, dà un anno di tempo per risolvere il sovraffollamento, dunque se si vuole stare nell’area dei paesi che rispettano il diritto internazionale, le forze politiche dicano ora, in campagna elettorale, che cosa intendono fare».

Da Antigone, dunque, un appello alle forze politiche: «Senza paura di perdere voti, dicano cosa faranno per ridurre il sovraffollamento, senza demagogia, propaganda e sciocchezze. Nella propaganda c’è la costruzione di nuove carceri, perché non ci sono i soldi e mai si faranno, e comunque non vedranno la luce prima del 2025».