Canton Zugo: un paradiso dove non esistono tasse, disoccupazione e comunisti

Vendola vuole i ricchi all’inferno, ma i benestanti lo sorpassano a destra e vanno in paradiso: il canton Zugo. Poche tasse per i ricchi e nessuna per i redditi inferiori.

“I ricchi all’inferno” è l’auspicio di Nichy Vendola per un 2013 migliore. Tassare i facoltosi per dare ai poveri è il più classico leitmotiv.
Consigliamo al governatore della Puglia di farsi un giro nel Canton Zugo, uno dei luoghi più ricchi della Svizzera che a sua volta è uno degli Stati dove si vive meglio nel mondo. In questa parte della Confederazione Elvetica hanno la residenza i ricconi che tanto male fanno al proletariato: uno fra tutti, Sergio Marchionne.

LE TASSE. Procediamo per capitoli: il sistema fiscale. La tassazione è così bassa che sono molti i cittadini che dall’estero spostano a Zugo la propria cittadinanza. Una famiglia monoreddito con due figli che dovesse guadagnare 20 mila euro mensili, pagherebbe il 12 per cento di tasse, ma se i figli diventassero 3 l’aliquota scenderebbe al 10 per cento. Se la stessa famiglia guadagnasse 10 mila euro al mese anziché 20 mila, la percentuale di prelievo fiscale si abbasserebbe al 3 per cento.
“Scandalo” griderebbe Vendola, senza accorgersi che in un contesto dove viene privilegiato il ricco la diretta conseguenza è che il meno abbiente vive meglio, infatti sotto i 7.500 euro mensili le tasse scendono sotto l’un per cento fino ad annullarsi progressivamente.

DISOCCUPAZIONE: UN CONCETTO ASTRATTO. Il lavoro c’è e la disoccupazione si attesta ai livelli fisiologici (poco sopra l’un per cento), ma nel momento del bisogno esiste un fondo svizzero predisposto per coloro che perdono il lavoro e si trovano in una situazione temporanea caratterizzata dalla mancanza di reddito. Tale aiuto oscilla tra i 4.500 e i 5.200 franchi al mese (rispettivamente 3.750 e 4.300 euro). Il fondo copre un periodo massimo di sei mesi, perché è impossibile non trovare lavoro in quel lasso di tempo e l’assistenzialismo non è una professione contemplata nel sistema.
L’economia del posto fa leva su due aspetti in particolare. Il settore agricolo è altamente sviluppato, ma il dato che più impressiona è l’elevato numero di società presenti grazie alla leggera imposizione fiscale e ad una forte allergia alla complicazione burocratica: lo Stato c’è, ma non si vede.

ECOLOGIA. ALTRO CHE PUGLIA. Fiore all’occhiello è la sensibilità al green: sul sito del cantone l’argomento è sviluppato in più parti e una delle poche sezioni multilingua è destinata alle indicazione della raccolta differenziata in modo che le informazioni possano arrivare a tutti.
Capitolo servizi pubblici: la scuola è d’obbligo per nove anni, è gratuita e soprattutto funziona. Anche l’asilo è gratuto anche se facoltativo. Vi è da aggiungere un servizio efficiente di borse di studio suddiviso in tre fasce: fino ai 25 anni per gli studenti, dai 25 ai 35 per i giovani ricercatori e sopra i 35 anno per coloro fanno della ricerca una professione.
Unica nota dolente per Vendola è che i veterocomunisti non esistono: a che servono se, ricchi o poveri che si sia, stanno tutti bene?