Cancellieri telefona per far scarcerare Giulia Maria Ligresti? Ha fatto non solo bene, ma benissimo

Dov’è lo scandalo? Se un detenuto è in condizioni di salute tali da non poter sopportare la detenzione deve essere messo ai domiciliari o deve marcire in cella?

Dov’è lo scandalo nella telefonata del Guardasigilli Annamaria Cancellieri per far far presente la situazione di Giulia Maria Ligresti? Se non avesse fatto nulla, se non avesse «sensibilizzato – come lei stessa ha spiegato ai magistrati – i due vice capi del Dap, Francesco Cascini e Luigi Pagano, perché facessero quanto di loro stretta competenza per la tutela della salute dei carcerati», avrebbe fatto il suo dovere? Cerchiamo di intenderci: se un detenuto è in condizioni di salute gravi da non potere sopportare il carcere – e le condizioni di Giulia Maria Ligresti erano gravi, come accertato anche dai medici – è più giusto che sia tenuto in cella oppure, come era possibile nel caso della Ligresti, beneficiare dei domiciliari? Cancellieri ha fatto bene ad intervenire per sbloccare una situazione surreale in cui il pm era favorevole alla scarcerazione, mentre il gip voleva tenere la donna dietro le sbarre temendo il pericolo di fuga, sebbene la stessa avesse già detto di voler patteggiare.

Ovvio, adesso fanno tutti gli scandalizzati. “Ma la Cancellieri è amica della famiglia Ligresti”, scrivono. “Ma la Cancellieri telefonava a Gabriella Fragni, compagna di Salvatore Ligresti”, dicono. “Ma il figlio della Cancellieri era direttore generale della compagnia assicurativa Fondiaria Sai”, notano. E allora? A parte che si tratta (come al solito) di intercettazioni di conversazioni telefoniche, l’amicizia è reato? Interessarsi della sorte di un detenuto in gravi condizioni di salute è reato? Semmai è un dovere per un uomo politico e delle istituzioni (in questo caso addirittura di un ministro) che la legge sia rispettata, anche nei confronti di un detenuto malato, qualunque sia il reato di cui è accusato. Al contrario, ci sarebbe da chiedersi perché – per casi meno noti e che riguardano detenuti anonimi – non ci sia questa sollecitudine. Ma che una volta ci sia stato è un bene. Quelli che adesso (sono i soliti: Sel, grillini, Repubblica, Il Fatto…) alzano la voce contro il ministro, cosa avrebbero fatto se, per paradosso, la stessa avesse chiamato per chiedere di buttare via la chiave della cella di Ligresti? Avrebbero applaudito?

Chissenefrega se la Cancellieri è intervenuta solo perché amica della famiglia Ligresti. Quella telefonata ha fatto bene a farla. E fanculo i boia moralisti.