Ogni volta che gracchia il telefono mi piglia la paranoia dell’intercettazione modello Calciopoli

L’altro giorno ho letto di due intercettati, uno è un collega che conosco e non capivo per quale motivo li ascoltassero. Vi capita mai? A me sempre

L’altra sera, dopo più di sette anni che non lo sentivo, un amico che stava in una tavolata in un bel luogo del Sud (invidia) mi ha passato uno dei protagonisti della stagione di “mani pulite on football”. Incredibile. Ce ne siamo raccontate due, nulla di clamoroso, nulla di disdicevole, a parte una battuta sulla vecchia Lega di serie A e sulla nuova, governata dal presidente della Lazio Lotito. Della serie: si stava meglio quando si stava peggio. Tutto qua. Messo giù il cellulare, ho pensato che, magari, per qualche lunga proroga, stavano intercettando il suo telefono e di conseguenza il mio.

Voi dite di no? L’altro giorno ho letto di due intercettati, uno è un collega che conosco e non capivo per quale motivo li ascoltassero. Vi capita mai? A me sempre, c’ho la paranoia. Viviamo nel paese dell’ex magistrato, ora sindaco di Napoli, De Magistris, che con Genchi mise sotto controllo 5 milioni di utenze.

Ogni tanto mi spariscono senza ragione le cinque tacche che ho, ogni tanto una tempesta magnetica si abbatte su casa mia e pur con le 5 tacche, non riesco a telefonare. Quando chiamo, al posto del canonico “tu-tu” il telefono gracchia, sputacchia, bofonchia. Un tale mi ha spiegato che sono tutti segnali inequivocabili: mi intercettano.

Però ora ho tirato un sospiro di sollievo. Belin, ad ascoltarmi c’è un agente della Nsa, di quelli con la faccia di Bruce Willis, non un Genchi qualsiasi.